Il nuovo debutto di Claudio Baglioni: «Un tour lungo cinquant'anni»

di Federico Vacalebre

Prime due date - 14 e 15 settembre - all'Arena di Verona sold out, nuove date aggiunte al tour «Al centro» che si fermerà tra dicembre e febbraio per Sanremo, e poi andrà avanti sino ad aprile. Claudio Baglioni festeggia così, «Al centro» (nessuna nostalgia della Balena Bianca, il riferimento è alla posizione del palco) 50 anni di musica e 60 milioni di dischi venduti: al Palasele di Eboli è atteso il 10 e 11 novembre. E accetta di parlarne a patto di ignorare il suo secondo Festival della canzone italiana in arrivo.

Come sarà il concerto? Sarà un kolossal per durata e impatto?
«Kolossal lo sarà, ma non per colpa mia: è un appuntamento che è kolossal per sua natura. Si tratta di celebrare in un'unica notte di note 50 anni di musica: impresa oggettivamente titanica. Sto cercando di fare in modo che non sia un debordante e di riuscire a raccontare questa storia nel modo più misurato possibile».

Poi c'è il disco di inediti, con singolo che debutterà dal vivo a Verona.
«L'album è un work in progress, rappresenterà il primo passo dopo i 50 anni. Una nuova pagina di una nuova storia. Potrei dire che è il primo disco dei miei secondi 50 anni».

Mezzo secolo di carriera. Lo raccontiamo per fermoimmagine?
«Iniziamo dal 68/'69... la mia carriera musicale è un po' più lunga dei 50 anni di dischi. La prima immagine è quella di un provino, con tre canzoni di cui una verrà registrata e le altre due non saranno mai pubblicate. Ero in uno studio milanese, con tre turnisti locali piuttosto scontrosi e svogliati: scocciati, direi. Non gli andava granché di suonare per questo occhialuto ragazzino romano. Una canzone si chiamava Annabel Lee, ispirata a una famosa poesia di Edgar Allan Poe. Poi c'era Interludio, che avevo scritto sulla falsariga di Beethoven, seguendo un po' la moda dei Procol Harum, che si ispiravano a famosi temi classici; poi c'era una canzone mai incisa, della quale ero solo interprete: si chiamava Se la ragazza che avevi e l'aveva scritta un mio amico chitarrista. Tutte le immagini di quel periodo hanno a che fare con i provini: cominciano sempre con: dica il suo nome e cognome e finiscono sempre con: le faremo sapere».
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Sabato 1 Settembre 2018, 11:00
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