Phonotype Records, gran ritorno con i Bisca con «Io sono Palestinese»

Quella napoletana è la più antica casa discografica in Italia

I Bisca
I Bisca
Federico Vacalebredi Federico Vacalebre
Domenica 26 Maggio 2024, 09:00 - Ultimo agg. 27 Maggio, 07:28
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Rilevata dai giovani che già gestiscono l’Auditorium Novecento, la rinata Phonotype Records, prima etichetta discografica italiana e seconda in Europa, dopo la reggae band sarda dei Train To Roots con «Gaza», ribadisce la propria posizione, artistica come politica, con il singolo del ritorno dei Bisca, «Sono palestinese», titolo che non lascia adito a dubbi. 

Una sirena di quelle che annunciano gli attacchi israeliani annuncia qui il pezzo/manifesto militante, a quattro anni di distanza da «Stato di grazia», dodicesimo album della band newpolitana, con il suo suono radicale nato nella stagione più punk e alternativa della Vesuwave per attraversare oltre quattro decadi, compresa la parentesi di fusione con i 99 Posse. Il sax e l’aggressiva scansione ritmico-vocale di Sergio «Serio» Maglietta e la chitarra sghemba di Elio «cientogramme» Manzo restano il marchio di fabbrica di un gruppo che non ha mai ammorbidito il proprio sound, nato all’incrocio tra no wave, no funk, no jazz e qualsiasi altro suono antagonista ed estremo possibile. Con i due fondatori torna Claudio Marino, alias «Clark Kent» alla batteria, mentre al basso c’è Dub Marta.

In Phonotype sperano ora di convincere i Bisca a registrare un intero album, intanto annunciano per i prossimi mesi uscite come «Pizzica minore» dei Soulpalco, «No more» dei napoletani Blake e «Failing» dei Miriam In Siberia in vinile.

Ma anche un lavoro sul prezioso catalogo storico, più di cent’anni di musica. 

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