Il ritorno di Pino Daniele: rimasterizzati i suoi album

di Federico Vacalebre

Sarà anche roba jurassica parlare di dischi al tempo della morte del disco, ma a qualcuno la notizia farà piacere. Dopo il cofanetto antologico «Quando», e in vista del concertone del 7 giugno al San Paolo, la Warner Music ha deciso di ristampare i quindici album di Pino Daniele del suo catalogo (che comprende anche quello originariamente Emi), pubblicandone tre ogni ultimo venerdì del mese: ieri il debutto, quasi clandestino, con le uscite di dischi seminali come «Vai mo'» (1981), «Bella mbriana» (82) e Musicante (84). Rimasterizzati dai nastri originali, arricchiti di foto, testimonianze dell'artista e note curate per la Pino Daniele Trust Onlus da Alessandro Daniele, gli album saranno disponibili, oltre che su cd, nuovamente su vinile dopo quasi trent'anni: i più recenti, «Non calpestare i fiori del deserto», «Dimmi cosa succede sulla terra» e «Come un gelato all'equatore» non erano mai usciti su lp, come il doppio dal vivo «E sona mo'» del 1993, che debutterà anche nel formato dvd grazie al restauro delle riprese dei due concerti a Cava de' Tirreni in cui fu registrato: sarà pubblicato il 16 marzo, tre giorni prima del sessantatreesimo compleanno (e onomastico) del Lazzaro Felice. Una voce, una chitarra, i tamburi di Carol Steele e le tastiere di Antonio Annona. «Ho voglia di badare alla canzone, di non perdermi dietro inutili ricerche strumentali fini a se stesse», raccontava all'epoca Pino prima di salire sul palco. Una scelta intimista, dettata anche dai problemi di cuore: il medico gli aveva ha ordinato di stare attento, lui rallentò un po', ma.. dove lo trovi un altro artista che possa stregare uno stadio in trio, a volte praticamente da solo?

«Gli album di mio padre sono progetti e documenti figli del loro tempo, sono letture e interpretazioni del mondo in cui sono nati, quello piccolo, che l'artista aveva intorno e quello più grande e generale a cui l'artista sentiva di appartenere. Sono cronaca, autobiografia, racconto, osservazione. Sono musica e parole, speranza e delusione, ritmo e melodia», riflette Alex Daniele, sempre più impegnato nei progetti di difesa, valorizzazione e rilancio del repertorio paterno.
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Sabato 27 Gennaio 2018, 09:52
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