«Pino è», tutti i protagonisti del concertone al San Paolo

Pino Daniele
ARTICOLI CORRELATI
di Federico Vacalebre

inviato a Milano

Certe idee sono emozioni, ti vengono a caldo e hanno bisogno di tempo per essere elaborate, proprio come il lutto. A tre anni e mezzo dalla morte di Pino Daniele, il mondo della canzone e dello spettacolo italiano si dà appuntamento il 7 giugno al San Paolo, per dire « Pino è», ma l’idea risale al giorno del funerale del Nero a Metà, quando il suo manager Ferdinando Salzano, e alcuni artisti-amici del cantautore si ritrovarono insieme, «come orfani, come rimbambiti, come alla ricerca di una zattera per non affondare. Quella zattera, in quel momento, ci spingeva verso Napoli, la sua Napoli, verso le canzoni, le sue canzoni», ricorda mister Friends & Partners, dal 1993 al fianco del Lazzaro Felice. «C’è voluto tempo per riuscire a mettere in piedi quella zattera, quell’omaggio, quell’esorcismo che ora tiene insieme artisti che sono stati vicini a Pino, che hanno diviso con lui i primi o gli ultimi passi, i palcoscenici o gli studi di registrazione, ma anche gente che vuole semplicemente dire, alla sua maniera, chi o che cosa Pino è stato per lui, quasi in un affresco di definizioni che diventi corale per spiegare chi Pino è stato per tutti noi», continua il promoter nella sala di Bou-Tek, un temporary store meneghino, «brandizzata» come si dice oggi con parola orripilante, con foto e video del suonautore.
L’elenco fa impressione, di tutto, di più, e sarebbe davvero stolto fare il gioco di chi è più verace e chi è più mainstream, di chi è di troppo e di chi manca, perché le assenze che davvero pesano sono quelle inevitabili, di Rino Zurzolo, scomparso anch’esso, e di Joe Amoruso, ancora in ospedale, a Imola, in un centro di recupero e riabilitazione, finalmente cosciente. Ci saranno, per cantare, dire, ricordare allo stadio napoletano: Alessandra Amoroso, Biagio Antonacci, Renzo Arbore, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Loredana Bertè, Mario Biondi, Enrico Brignano, Clementino, Marco D’Amore, Enzo Decaro con Mariangela D’Abbraccio, Francesco De Gregori, Tullio De Piscopo, Teresa De Sio, Elisa, Emma, Salvatore Esposito, Tony Esposito, Pierfrancesco Favino, Ciro Ferrara, Marco Giallini, Giorgia, Enzo Gragnaniello, Irene Grandi, J-Ax, Jovanotti, Sabrina Impacciatore, Edoardo Leo, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Giorgio Panariello, Eros Ramazzotti, Raiz, Francesco Renga, Ron, Vincenzo Salemme, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, James Senese, Alessandro Siani, i Tiromancino, Ornella Vanoni e Antonello Venditti. E non basta, sono stati contattati Placido Domingo e Il Volo (per intonare «Melodramma»), Al Di Meola e Marcus Miller sono a disposizione, Zucchero «ci sarà in qualche modo», il Napoli Calcio per ora pensa al campionato ma... E si insegue Jeff Beck, amatissimo dall’Uomo in blues.
Che fa il miracolo di riunire artisti di ogni genere, età, provenienza e scuderia: con Salzano al lancio milanese c’è anche Maurizio Salvadori della Trident che ricorda di aver organizzato il tour del ‘94 Daniele-Jovanotti-Ramazzotti e quello dell’anno successivo con Pat Metheny (lui non ci sarà, è impegnato): «Anche questa tra di noi è una reunion», sorridono i due manager.
L’evento sarà trasmesso in diretta dai maggiori network radiofonici, quasi a reti unificate, e anche questo è un miracolo: Rtl 102.5, Radio Italia, Kiss Kiss, Radiodue Rai, Rds, Radio Deejay e Radio Zeta. «Promoter, discografici e radio hanno simbolicamente deposto le armi e dimenticato le ragioni di concorrenza per onorare Pino», sottolineano Salzano e Salvadori, «era dai tempi di “Italia loves Emilia”, che non succedeva e questo, forse, può spiegare quanto nel mondo della musica la scomparsa di Daniele sia stata avvertita come un dramma collettivo».
Dietro le quinte, lontani dai microfoni, ci sono Alex Daniele, che del padre sta curando il catalogo e l’eredità artistica, e Fabiola Sciabbarrasi, che del marito vuole proseguire anche l’impegno civile e sociale. Il primo, con la sua fondazione Pino Daniele Trust sostiene l’Associazione oncologica pedriatrica e neuroblastoma ed il progetto del «passaporto del lungo-sopravvivente», la seconda con la sua fondazione Pino Daniele Forever appoggia Save the Children e i progetti dei punti luce, ovvero dei centri socio educativi, di Barra, della Sanità e di Chiaiano. Alle due onlus andranno tutti gli introiti netti dell’evento, nessun artista riceverà cachet.
Tre le band in scena, quella «resident» guidata da Luca Scarpa e quelle veraci di «Nero a metà» e «Vai mo’», con i già citati De Piscopo, Esposito e Senese al fianco di Gigi Di Rienzo, Rosario Jermano, Agostino Marangolo e Ernesto Vitolo. Ventimila circa i biglietti già venduti, si aspira a una capienza di 45.000 spettatori, ma dovrà pronuciarsi in proposito la commissione di vigilanza. I costi? Tra gli 80 e i 30 euro, a seconda dell’ordine di posto, dal prato gold alla tribuna. Dischi o dvd live? Prima si completa lo show, poi ci si pensa. Come a una ripresa televisiva, tanto Raiuno e Canale 5 sono già pronte: a reti unificate anche loro? Quello si che sarebbe un miracolo.
Martedì 10 Aprile 2018, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 12-04-2018 14:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP