Reitano: il ricordo del cantautore musicista in Mino Legacy

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di Rita Vecchio

«Esiste sempre un punto di partenza nella carriera di un musicista, un inizio, delle persone che ti illuminano e che ti permettono di capire qual è il tuo destino». Così Felice Clemente ricorda lo zio Mino Reitano scomparso 9 anni fa e di cui oggi, 27 gennaio, ricorre l’anniversario dalla morte. 




Un progetto “Mino Legacy” (Crocevia di Suoni Records/IRD International/The Orchard) che è una dedica personale ma anche musicale in una rilettura tutta in chiave jazzistica. Un viaggio artistico che ripercorre Reitano da Fiumara ad Amburgo, dagli esordi alle hit parade. Da Castrocaro alle sette partecipazioni al Festival di Sanremo, l’ultima nel 2002 con “La mia canzone”. Dai 45 giri ai 30 milioni di dischi venduti. 

Era il cantautore che andava oltre la canzonetta, che dal pop si spingevano verso melodia più rockeggianti, popolare, folk e profondo conoscitore di musica. E che ha abbracciato 50 anni di musica. 

Dieci tracce arrangiate jazz e un inedito che dà titolo al cofanetto in cui il sax di Felice Clemente dialoga con il pianoforte di Fabio Nuzzolese, il contrabbasso di Giulio Corini e la batteria di Massimo Manzi a ripercorrere in altra veste la carriera di Reitano, mantenendo inalterata la sua essenza, «rispettando l’originalità e la limpidezza dei temi scritti da Mino, ma in una veste jazzistica molto articolata sia nella scrittura che nell’esecuzione». “L’uomo e la valigia”,  “Una ragione in più” scritta con Franco Califano per Ornella Vanoni, “Eduardo”, “Era il tempo delle more”. 

«L’obiettivo è quello di evidenziare ed esaltare la sua creatività compositiva, - racconta Clemente che con il quartetto è impegnato ia portare live il progetto in giro per l’Italia - Ma anche è l’opportunità di testimoniare la sua eccellenza artistica alle nuove generazioni». 

Un cofanetto che include un DVD (riprese di Filippo Pascuzzi e Riccardo Pittaluga) con immagini, interviste, videoclip di “Era il tempo delle more” e un estratto dal tour estivo del 1985. Mentre la bonus track è affidata al “Mino saluta Fiumara”, paese natio a cui è rimasto sempre legato. Mentre le note critiche sono affidate ad Andrea Pedrinelli. «Il mio auspicio - conclude Clemente - è quello che le composizioni e la poetica musicale di Mino continuino a “risuonare” e vivere come hanno fatto per tanti anni». 

 
Sabato 27 Gennaio 2018, 11:32 - Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 20:11
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