Renato Carosone, l'inedito «Neapolitan paradise» a vent'anni dalla morte

Giovedì 20 Maggio 2021 di Federico Vacalebre
Renato Carosone, l'inedito «Neapolitan paradise» a vent'anni dalla morte

Il tempo corre davvero veloce. La pandemia nel 2020 ha bruciato (anche) il centenario della nascita di Renato Carosone (3 gennaio 1920), rimandando a quest'anno il biopic televisivo di Raiuno «Carosello Carosone», successo di pubblico e di critica che ha lanciato anche il talento del protagonista Eduardo Scarpetta. La tanto sospirata «ripartenza» impatta oggi nel ventennale della scomparsa dell'americano di Napoli (20 maggio 2001): nessuna cerimonia, nessun ricordo ufficiale, ma almeno un paio di tributi all'orizzonte. Il primo vedrà Peppe Servillo e il Solis String Quartet rileggere il repertorio dell'uomo di «Caravan petrol», completando la trilogia di «Spassiunatamente» e «Presentimento», dedicandosi, però, per la prima volta al repertorio di un solo artista: «Stiamo lavorando ai missaggi e non sappiamo ancora quando il disco uscirà, probabilmente lo porteremo in tour prima che arrivi nei negozi. Ma si può prendere a prestito l'aria lieve e scanzonata di un autore profondo e romantico come Renato Carosone?», si domanda la voce degli Avion Travel. E si risponde: «È utile forse e necessario ora più che mai, non per incoscienza ma per amore di quella vita colorata, ironica, spassiunata che nel dopoguerra lui seppe cantare ed interpretare. Oltre i titoli famosi proporremo brani meno noti che ci raccontano un Carosone altro sempre vitale anche nella narrazione d'amore: quelllo di T'aspetto e nove, di Giacca russa e russetto, naturalmente insieme ai brani più celebri, da Torero a Tu vuo' fa' l'americano per far apprezzare in controluce la voce di un singolare maestro italiano».

Curiosa l'operazione che stanno completando i Carosoni, un nome che non lascia dubbi: la cover band, specializzata in swing e suoni anni 50 sta lavorando con Sandrino Aquilani, ultimo produttore discografico di Renato che ha messo a loro disposizione i nastri con la voce del cantapianista. Ventidue i brani preparati, con nuovi arrangiamenti e Carosone che... torna a cantare. 

 

Ma dagli archivi di Aquilani, dopo l'inedito «'A signora» ispirato dalla celeberrima scavallata di gambe di Sharon Stone in «Basic instinct» ed ora incisa anche da Andrea Sannino con Lorenzo Hengeller, spunta un'altra chicca: «Neapolitan paradise», che il maestro scrisse con Dino Verde per un programma televisivo con le gemelle Kessler che non si fece mai. Il sound è sospeso tra un pianoforte classico e un ritornello belafontiano: «In un paradiso fuori di mano ci sta un quartiere napoletano dove il cielo è sempre blu, più blu di quello giù. Dischi volanti, stelle filanti, un forastiero santo straniero, zitto zitto zitto chiede se c'è... na tazzulella e caffè. Everybody yes, very nice, neapolitan paradise... Scarlatti al clavicembalo fa una toccata e fuga di Bach su un infernale tempo di rock...». Il provino è rozzo, ma che emozione risentire Renato alle prese con un brano inedito, su cui Aquilani provò poi a scrivere un altro testo, «Ragazzo del Sud». Il produttore ha nel cassetto anche un brano «melodico, autobiografico, mai finito, scritto insieme, che si sarebbe dovuto chiamare Sta vita mia, oppure Si stu core potesse parla'».

CantaNapoli, Napoli carosoniana. Yes, very nice, il paradiso verace di un artista scomparso vent'anni fa, ma mai così presente nell'immaginario collettivo della sua città, della sua nazione. E a novembre, se tutto va bene, ovvero se la pandemia lo permette, toccherà al musical sulla sua storia con Andrea Sannino

Ultimo aggiornamento: 20:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA