Renato Zero: «Con Loredana Berté capitolo chiuso». Lei disse: «Mi ha usato per 35 anni»

Sabato 31 Ottobre 2020 di Mattia Marzi

La speranza di Renato Zero è di riuscire a mettere in piedi per il 2021, pandemia permettendo, un concerto-evento (o un'intera tournée) per festeggiare sui palchi i 70 anni compiuti a fine settembre. Con i suoi Sorcini e con alcuni amici, ai quali chiederà di reinterpretare i suoi successi. La lista degli invitati c'è già? «Sì. Mi piacerebbe che ci fossero Gigi D'Alessio, Massimo Ranieri, Bocelli, Mario Biondi, Tosca, tutti colleghi con i quali in passato abbiamo fatto cose preziose». E Loredana Bertè, compagna di avventure e disavventure? No, lei non ci sarà. Ha tagliato il traguardo dei 70 anni 10 giorni prima di Zero, ma non si sono scambiati neppure un messaggio: «Ce ne siamo fatti così tanti in passato che coprono anche gli anni a venire», dice il cantante. Non si parlano da 5 anni e i dettagli della lite non sono stati mai resi noti: «Penso che Renato mi abbia usato per l'intero arco della nostra amicizia. Non faremo più pace. Non lo perdono», raccontò la Bertè nel 2016 nella biografia Traslocando. «Quello che avevamo da dirci ce lo siamo detti in 35 anni di amicizia. Ormai abbiamo preso strade diverse. È giusto che lei viva la sua vita e io la mia», risponde oggi Zero.

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SECONDO DISCO
L'ultima apparizione pubblica risale a meno di un mese fa, quando ha presentato il primo dei dischi di inediti della trilogia per i 70 anni, Zerosettanta. In quell'occasione se l'era presa un po' con tutti: dalle radio (accusate di passare solo immondizia) alla discografia, senza dimenticare le dichiarazioni su Achille Lauro suonate come un attacco al giovane collega («Con le piume io non giocavo a fare il clown»). Eppure Renato non ha esaurito le cartucce. Collegato via webcam dal suo studio per presentare il secondo capitolo del faticoso e impegnativo progetto (da ieri nei negozi), ha ancora risorse e argomenti.


I TEMI
Alcuni temi gli vengono offerti dall'attualità. La chiusura di teatri e cinema disposta dal decreto del premier per fronteggiare la diffusione del Covid-19, ad esempio: «Chi dice che la cultura non dà da mangiare è uno stronzo e forse neanche un buon italiano. I lavoratori aspettano da mesi la cassa integrazione. Scandaloso. Se noi non paghiamo le tasse ci vengono a prendere a casa. Ai colleghi dico: autotassiamoci, elargiamo una percentuale sugli incassi per coprire certe sofferenze». E la recente apertura del Papa alle unioni gay: «Non si può non essere d'accordo. Non voglio che accada più per nessuno, come è successo a me, che ti vengano fatte le risonanze magnetiche per capire che cosa hai nelle mutande». Altri, invece, arrivano dalla sua storia: «Bruciarsi è un attimo. Ho visto amici dimenticati. La musica è un mestiere. Prima di arrivare di fronte a un microfono bisogna essere pronti», riflette parlando di chi con un po' di visualizzazioni sul web finisce nelle reti dei pescecani della discografia. Venditti corteggia Billy Joel per un'esperienza dal vivo congiunta: se lei dovesse scegliere un collega internazionale per condividere il palco, chi chiamerebbe? «Elton John, per affinità anche caratteriali». Attesa per l'ultimo capitolo del progetto, che uscirà il 30 novembre.

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Ultimo aggiornamento: 1 Novembre, 17:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA