Rose Villain: «Non sono stata vicina a mia mamma durante la malattia, ero più arrabbiata che dispiaciuta per lei»

Il rimpianto più grande della cantante che ha perso la mamma Fernanda Melloni nel 2017 a causa di un tumore

Rose Villain: «Il mio rimpianto? Non sono stata vicina a mia mamma, ero più arrabbiata che dispiaciuta per la sua malattia»
Rose Villain: «Il mio rimpianto? Non sono stata vicina a mia mamma, ero più arrabbiata che dispiaciuta per la sua malattia»
di Cristina Siciliano
Sabato 25 Maggio 2024, 15:21
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Rose Villain ha un unico rimpianto che riguarda il rapporto con sua mamma Fernanda Melloni, scomparsa nel 2017 a causa di un tumore. Ciò che più le dispiace di non esserle stata abbastanza vicino durante la malattia. La cantante si è infatti aperta a confessioni personali e intime durante la chiacchierata con Luca Casadei al podcast One More Time. Rose Villain in passato aveva anche scritto per la mamma una canzone dal titolo Monet, in collaborazione con Elisa, di cui era una fan sfegatata. Anche la mamma amava cantare, infatti è da lei che Rose Villain ha ereditato questa passione.

La rabbia per la mamma

«Ho fatto tanti errori con mia mamma: la sua missione di vita era far sorridere le persone e io, sicuramente, non le ho permesso di farlo con me - ha raccontato Rose Villain durante la puntata del podcast One More Time -.

Durante la sua malattia ho avuto poco tempo e veramente non le sono stata a fianco: ero più arrabbiata che dispiaciuta per lei. Quello che ha fatto per tutta la vita e con tutti, provare a inculcare la gioia, io non l'ho proprio fatto con lei».

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I lutti in famiglia

La cantante durante la sua intervista ha spiegato che i suoi stati di ansia sono la conseguenza di alcuni momenti nella sua vita. «Non mi è venuto il senso del pericolo fino a che non ho fatto un brutto incidente d’auto e lì proprio mi è cambiato tutto - ha spiegato Rose Villain -. Sono arrivati una serie di lutti nella mia famiglia, anche di persone giovani, che mi hanno sconquassata completamente. Mi è arrivato questo senso di pericolo che si è tramutato poi in ansia, in attacchi di panico. Ancora adesso è molto parte del mio essere e, grazie a Dio, con la musica sono riuscita a trovare un modo per buttarlo fuori».

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