La singolare storia del coro dei Monaci della Grancia di Buonabitacolo

formazione dedita ai canti gregoriani
di Luca Visconti

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Spiritualità, tradizione, musica ed apertura ai giovani. Sono questi gli aspetti fondamentali dei Monaci della Grancia, realtà corale che combina note e fede religiosa a Buonabitacolo. Un ensemble coordinato da Franco Garone, che ci racconta lo loro storia.

«Nasce come gruppo di canto gregoriano, all'incirca 25 anni fa. Il suo debutto avviene alla manifestazione “Alla tavola della principessa Costanza” di Teggiano, tutt'ora facciamo parte del corteo storico ed itinerante della stessa. Il gruppo ha sede nella parrocchia Santissima Annunziata di Buonabitacolo dove effettua le prove e studio di canto, quindi il tutto avviene in pieno spirito cristiano e di attività parrocchiale. Buonabitacolo era demanio dei monaci della certosa di Padula, prima che gli stessi la donassero a Gugliemo Sanseverino. I monaci vivevano, li, nella struttura della grancia cistercense. Da qui il nome del gruppo voluto fortemente anche dal parroco Don Antonio Garone”. Sui generis è vero, ma forse è quella la strada tracciata dal Signore. Ci sono in primis giovani da i 20 ai 27 anni. Siamo 10 cantori che per la preparazione si avvalgono di varie consulenze, il tutto coordinato in ambito parrocchiale da me con la consulenza tecnica dei maestri Domenico Vassallo e Antonio Rinaldi. Ci sono laureati che continuano gli studi o lavorano fuori, studenti che lavorano nell'artigianato nell'edilizia, ragazzi con i calli alle mani».

Il repertorio è focalizzato su canti gregoriani: “Apriamo col canto del “Deus in adiutorium meum intende” per poi dedicarci alla messa “Orbis facto”, “Il Victimae Paschali” una sequenza che tradizionalmente viene cantata nella solennità di Pasqua, “Puer natus est” è l'introito del giorno di Natale ed poi c'è il “Graduale della Passione” “.
Martedì 13 Novembre 2018, 13:41
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