Oggi torna 'The Voice', Dolcenera:
"Fare la coach è più duro di Sanremo"

Mercoledì 24 Febbraio 2016 di Ferro Cosentini
Dolcenera

MILANO - Il ritorno di Raffaella Carrà, tre volti nuovi tra i coach (aumentati a quattro), nuovi meccanismi di sfida per i giovani aspiranti artisti in gara, come le “battle” a tre concorrenti, non più a due.

The Voice of Italy torna da oggi in prima serata su Rai 2 per dodici puntate e le buone intenzioni si sprecano. La prima: finalmente sfornare un vincitore in grado di farsi star. «Quest'anno non volevo fare televisione - ha detto la Carrà - ma per The Voice faccio un'eccezione». Tra i nuovi coach ci sono il rapper Emis Killa («Chi mi conosce sa da quanto tempo volessi fare tv»), Max Pezzali («Per me la prima volta dall'altra parte della barricata: mi spaventa un po' il dover decidere in fretta e bene») e Dolcenera, fresca reduce da Sanremo. È a lei che abbiamo rivolto qualche domanda.

Dolcenera, il ritorno in tv dopo molti anni ha un sapore speciale?
«Tutti sanno che di Music Farm, storia di ormai dieci anni fa, non conservo un buon ricordo. Ero molto giovane, vinsi ma mi dissi: basta tv. Ti trasforma in personaggio, a prescindere dalla musica. Oggi, dopo molte esperienze ho capito che ti devi reinventare sempre: ho saputo chi erano gli altri coach, mi sono tranquillizzata e provo a vivermela con serenità».

L'esperienza a Sanremo le può servire anche su questo palcoscenico?
«Piuttosto il contrario! Le prime puntate già registrate raccontano le nostre selezioni con la blind audition. È stata una faticaccia: The Voice mi ha fatto vedere il festival come una passeggiata».

Che tipo di coach sarà?
«Non lo so ancora bene. Certo è che la responsabilità per la scelta di una voce che verrà fuori da qui la sento». 

Che impressione le hanno fatto i suoi compagni di avventura?
«I miei colleghi sono da stimolo: Raffaella è una che ti sa insegnare anche senza parlare, Emis ha un acuto senso dell’ironia, mi spinge a tenere alto il ritmo emotivo, Max è intellettualmente molto onesto».

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