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Vasco Rossi incanta i 70mila del Circo Massimo. «Questo è il concerto dei...finalmente»

Domenica 12 Giugno 2022 di Lorena Loiacono
Vasco Rossi al Circo Massimo

La combriccola del Blasco stasera ha invaso il Circo Massimo. Lo ha conquistato e poi lo ha fatto esplodere, in un evento di quelli che passeranno alla storia.

Vasco al Circo Massimo, spuntano anche i Maneskin tra il pubblico: 70mila fan in estasi

Perché ieri sera a Roma, in quell’arena sconfinata, c’era il popolo di Vasco Rossi con tutta la voglia di tornare a cantare le sue canzoni dopo due anni di attesa. Chi era lì, infatti, aveva il biglietto chiuso da due anni in un cassetto e non vedeva l’ora di poterlo tirar fuori.

E così è stato: l’attesa si è sciolta in un coro unico che ha accompagnato la voce di Vasco e la musica della sua band dal primo all’ultimo minuto. C'erano tutti, stasera, ad abbracciare Vasco: le signore di 70 che cantano le sue canzoni da trent'anni almeno e i ragazzini che le sanno comunque tutte a memoria, anche le più vecchie come "Sballi ravvicinati del terzo tipo".

 

BENTROVATI, BENTORNATI...

Alle 21.20 Vasco è uscito sul palco e le prime note di XI Comandamento hanno dato il via al concerto. “Bentrovati”, urla Vasco dal palco e poi via con i suoi ultimi brani come “L’uomo più semplice" e “Se ti potessi dire”, un brano amato dal Blasco che dal palco lo ha presentato come : "Erano tre anni che volevo cantare, e finalmente..". 

FINALMENTE, VASCO

“Finalmente, questo è il concerto del finalmente…”. Un pensiero ai due anni difficili e poi subito lo sguardo si perde in quella distesa sconfinata di fan: "siete uno spettacolo straordinario. Il Circo Massimo è veramente un posto incredibile". 

E via con la musica di “Ti prendo e ti porto via” che fa ballare tutto il Circo Massimo.

L’atmosfera si fa calda e parte “Senza Parole”: ormai il pubblico è in estasi e sarà così fino a mezzanotte. 

SI TORNA NEGLI ANNI '80...

Il Blasco tra un brano e l’altra  parla diretto al suo pubblico e introduce uno dei momenti tra i più attesi: “Entriamo negli anni ’80. Questa è una canzone d’amore degli anni ’80”. Poche note, anche qui, e l’urlo del pubblico è pronto a cantare “Amore aiuto”. C’è ancora spazio per la nuova “La pioggia la domenica” già amata dal pubblico di Vasco che si scioglie poi con “Un senso”.

Fuori la voce per “Gli spari sopra”, poi è il momento di un'altra canzone storica, introdotta da Vasco come “questa è ancora attualissima, perché c’è ancora chi dice no” : braccia verso il cielo per "C'è chi dice no", quindi, e si va avanti con brani indimenticabili come “Stupendo”, “Siamo soli” e “Sballi ravvicinati del terzo tipo”, “Delusa” e “Rewind” quando, come da tradizione ormai, volano reggiseni e sul maxi schermo girano le immagini delle fan  a seno nudo.

LA GUERRA E’ CONTRO LA MUSICA

Tra un brano e l’altro c’è spazio anche per parlare della guerra, del Covid. E il Blasco, neanche a dirlo, lo fa a modo suo: “Fanculo la guerra, fanculo il Covid, dopo il Covid ci voleva anche la guerra...La guerra è contro l’umanità, è contro la civiltà, tutte le guerre sono contro i bambini. Dove c'è guerra non c'è musica, dove c’è musica non c’è guerra. Fuck, fuck you, fuck me.. Noi vogliamo l'amore, la pace e la musica: questo si diceva negli anni ’70. Siamo tornati indietro…”.


LE NOTE PIU' DOLCI PER I SALUTI

Ci si avvicina alla parte finale, al momento più intimo per i fan di Vasco Rosso quando partono infatti le note di “Tofee”, “Sally” e “Siamo solo noi”. Arriva “Vita spericolata”, poi la fantastica  “Canzone” e infine l’immancabile “Albachiara” che, per il popolo del Blasco, è il saluto finale, l’arrivederci al prossimo concerto. A Roma o, chissà, in un’altra città. Perché i 140mila del Circo Massimo arrivavano da tutta Italia. E oggi si replica.  

Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 13:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA