Avitabile, un doppio rosario
e la preghiera del pellegrino

Enzo Avitabile e Peppe Servillo
di Enzo Avitabile

A guardarla dal tappeto rosso, 'o carpèt, Sanremo è terra campana, ieri sera mi chiamavano tutti quanti Vicie', forse ho sbagliato a venire in gara come Enzo Avitabile. Servillo, si intende, era 'oi Pe', al massimo Peppe, mica Beppe come dicono certi.
L'atmosfera mi piace, forse ha ragiona Red Canzian, Baglioni ha messo insieme un bel gruppo di persone, ma ora è tempo di pensare alla gara, anzi alla nostra esibizione. Serve concentrazione, una canzone è sempre e soltanto una canzone, ma noi due ci teniamo a presentare la nostra come merita, per le cose che dice, per i modi in cui li diciamo. Io, lo sapete, sono credente, persino un po' bizzuoco, per cui dirò un rosario, anzi un doppio rosario a cui, per non sbagliare, aggiungerò la preghiera del pellegrino russo. Peppe ha una spiritualità sua, dice di illuminarsi di riflesso della mia, ma avverto la sua presenza come un balsamo sulla mia ansia. Lui Sanremo l'ha già fatto, l'ha vinto, è rimasto se stesso, è rimasto Avion Travel. Ha ancora il coraggio di ogni giorno.
Ps. A Scampia hanno organizzato un flashmob per me, oggi questo giornale ha messo in prima pagina le mie parole sulla Napoli non svelata, sulla città non frontale. Sento un po' di responsabilità, ma ne sono anche fiero. Il nostro coraggio di ogni giorno è più forte della paura dei violenti. Mi raccomando, non andate a dormire presto, saremo i penultimi della serata.
Martedì 6 Febbraio 2018, 11:34 - Ultimo aggiornamento: 06-02-2018 17:14
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