Sanremo, Meta e Moro si difendono:
«Non siamo due furbacchioni»

di Rita Vecchio

«Non avete davanti a voi dei furbacchioni». Ermal Meta si difende davanti ai giornalisti dopo il caso di autoplagio scoppiato a Sanremo per cui era stata sospesa la loro esibizione prevista per la seconda serata del Festival. «Siamo rispettosi del regolamento. Non ci mancano le canzoni - dice - Abbiamo materiale per fare altri tre dischi. Noi scriviamo canzoni, rispettando la nostra integrità artistica che manteniamo ancora adesso. Siamo rimasti nel regolamento. Non abbiamo fatto il campionamento dei “Nel blu dipinta del blu". Era completamente sconosciuta. Quella canzone non era stata scritta per essere presentata al Festival e non ci siamo posti la questione su come fare o no. Era una canzone che meritava una chance. E l'abbiamo fatta diventare una fotografia del nostro tempo. Siamo stati felici che uno dei più grandi cantautori della musica italiana Baglioni ci abbia invitato. Quello che abbiamo fatto dopo è andare a incidere il disco perchè il novanta per cento delle nostre giornate è studio, musica e costante ricerca. Tutto in in nome della bellezza e nel nome della verità emotiva». 
 


Subito dopo a parlare è Fabrizio Moro: «Una cosa che mi ha fatto stare male è la parola plagio. Noi non abbiamo bisogno di plagiare nessuno». Moro ha poi ripercorso la genesi del brano, per fugare ogni dubbio sulla genuinità dell'operazione. «La canzone “Silenzio” (quella tanto discussa) l’ho scritta io insieme ad Andrea (Febo, il terzo autore del brano, ndr), e su quel ritornello ho lavorato per un anno. È un pezzo che nasce da una lettera che un familiare di una delle vittime del Bataclan ha scritto e letto in mondovisione, e che si concludeva con “Non mi avete fatto niente”. Questa frase mi ha dato lo spunto per il nuovo brano, ma sono andato a prendere qualcosa che io stesso avevo scritto. Quella è farina del mio sacco. Questa è la genesi e ci tenevo a spiegarla», ha concluso. In una sala stampa (decisamente movimentata) anche Michele Placido che ha realizzato il videoclip di "Non mi avete fatto niente". «Mi hanno fatto una proposta. Ho portato sullo schermo tutti gli orrori della guerra. Abbiamo trovato delle immagini di carattere documentaristico che potessero ben rappresentare il testo. Come in un tableau, usando facce e proiezioni in cui si accenna a una danza liberatoria. Un girotondo di tutti i bambini del mondo». ​

 

A seguito delle valutazioni effettuate, la Rai ha ritenuto di non dover escludere dalla gara la canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro, in quanto conforme al requisito di novità previsto dal regolamento». Il brano "Non mi avete fatto niente", spiega l'ufficio legale della Rai in una nota letta in sala stampa, «contiene stralci del brano 'Silenzio' (presentato a Sanremo Giovani nel 2016, ndr) in misura inferiore a un terzo delle durata, quindi la circostanza che il brano sia stato già fruito non inficia la novità della canzone in gara».

Inoltre, dagli approfondimenti fatti, è risultato che «i due brani hanno stesure, durata, testi e melodie diverse. La somma degli stralci non supera un minuto e 3 secondi su una durata complessiva di 3 minuti e 24 secondi, dunque inferiore a un terzo». La conclusione è che «le due canzoni, pur presentando analogie, non sono la stessa canzone. 'Non mi avete fatto niente' è dunque nuova e resta in gara». 
Giovedì 8 Febbraio 2018, 15:48 - Ultimo aggiornamento: 08-02-2018 20:41
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1 di 1 commenti presenti
2018-02-08 17:16:37
Hanno ragione. È spero anche che vincano perché la canzone è bellissima

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