La lunga attesa di Sanremo: da Meta & Moro a Gazzè, impazza il totofestival

Sabato 10 Febbraio 2018 di Marco Molendini
Paradosso di un Festival smisurato: dopo l'inebetimento di tanta sbornia musicale, con le canzoni ripetute fino allo stordimento per cinque giorni di seguito, venti ore di trasmissione totale, forse anche qualcosa di più, se Claudio deciderà di allungare ancora le smisurate dimensioni del suo Festival, la scelta finale, che poi è il motivo per cui questo baraccone sta in piedi, ovvero la scelta del vincitore, avverrà praticamente nell'ultima mezz'ora. Probabilmente intorno all'una e mezza di notte, quando il verdetto rischierà di scivolare fra le lenzuola di chi ancora non avrà preso sonno. A quel punto, eliminati tutti gli altri, le tre canzoni superstiti faranno un ulteriore giro, una sorta di roulette russa finale, da cui sarà estratta la vincente con il contributo determinante del televoto, che vale al 50 per cento, e dei responsi della sala stampa, al 30, e della giuria degli esperti (che poi tanto esperti non sono), al 20. Dunque un giudizio popolare, calibrato da altri due responsi a fare da contrappeso (e questa è la novità baglioniana di quest'anno).
 
Ma chi vincerà? Basandosi sulle classifiche parziali, che sono state rese note nei giorni scorsi, la demoscopica e quella della sala stampa, sarebbero quattro i pezzi nella zona calda: «Non mi avete fatto niente» di Meta & Moro, «Una vita in vacanza» dello Stato Sociale, «La leggenda di Crisalda e Pizzomunno» di Max Gazzè e «Almeno pensami» di Ron. A queste quattro, stando ai sentimenti che si sono manifestati in vario modo delle ultime ore, si dovrebbe aggiungere Annalisa, che sembra sia stata (ma in questo campo si va per strade non ufficiali) votatissima al televoto ed è gradita anche alla demoscopica. Con lei, il più gettonato dal pubblico popolare attraverso gli sms sarebbe Gazzè, che a questo punto (ammesso che le cose stiano effettivamente così), diventerebbe un altro serio candidato a vincere questo Festival baglioniano. Un responso in qualche modo a sorpresa, perché la sua canzone è delicata, sognante, favolistica, non possiede, certo, la struttura facile e accattivante per esempio del pezzo dello Stato Sociale. E neppure la struttura e l'interpretazione drammatizzante offerta dal duo romano-albanese: Meta & Moro, che viene dato vincente però dai bookmakers che lo quotano al 2, davanti a Lo Stato Sociale, a Ron e a Annalisa che è nelle posizioni di rincalzo.

Rispetto all'ex ragazza di «Amici» gioca un altro elemento. Gazzè ieri ha scelto come partner per la serata dei duetti due musicisti di gran qualità, come Roberto Gatto e Rita Marcotulli, che però non gli porteranno in dote il favore popolare che può riscuotere Annalisa con Michele Bravi e neppure quello che Lo Stato Sociale raccoglierà con il colpo di teatro di mettere insieme i piccoli del Coro dell'Antoniano e Paolo Rossi. Quanto a Ron, la sua forza sta nella qualità della canzone, nella capacità evocativa che può arrivare da un nome come quello di Lucio Dalla che l'ha scritta, non certo nella performance sul palco, visto che ha scelto un profilo morbido, delicato, perfino più delicato di come Lucio aveva pensato, lasciando a corredo un arrangiamento già scritto.

Tutti gli altri, nel totalizzatore delle scommesse, sembrano assai distaccati, dai primi. Quanto alla coda della classifica, ma in questo caso dando uno sguardo ai dati forniti dai bookmakers, ci sono Red Canzian, i Decibel e l'altro duo composto da Enzo Avitabile e Peppe Servillo, che la Sisal da addirittura a 75 perché, così viene detto, non hanno avuto praticamente alcuna puntata (neppure dagli amici o dai parenti).
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