Sanremo, Ultimo è primo tra i giovani.
E Baglioni incanta con la Nannini

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di Federico Vacalebre

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Inviato a Sanremo

Vabbè, l'inizio finto-rock sulle note di «Ti sorridono i monti» come saluto alla svizzerotta Hunziker non è proprio originalissimo, ma chi l'ha detto che serve l'originalità ad unire l'Italia davanti alla tv, se dentro c'è Baglioni, nuovo re dell'Auditel oltre che della canzone romantica? Nel celebrare i 50 anni di carriera, il divo Claudio si toglie lo sfizio di portare a casa ascolti straordinari: la terza serata del Festival è stata seguita da 10.825.000 spettatori con uno share del 51.6%, mai così in alto dal 1999, il precedente secolo, anzi millennio. Merito suo, della squadra, delle canzonissime messe in campo, le sue (ieri «E tu come stai» nella gag con la Sciarelli, ma soprattutto «Amore bello» con Gianna Nannini, standing ovation con tenerissimo abbraccio finale, mentre mezzo Belpaese si riprendeva dal karaoke casalingo) e quelle dei colleghi (ieri la battistiana «Il tempo di morire» in chiave rock con Pelù).
 
 

Nella finale dei Giovani vince Ultimo, alias Niccolò Moriconi, ventiduenne romano, con «Il ballo delle incertezze», quasi uno specchio dell'Italia precaria delle nuove generazioni: «È un brano dedicato a tutti i ragazzi che, come me, non hanno un futuro certo, l'insicurezza è il segno del nostro tempo, del nostro vivere». Secondo Mirkoeilcane, all'anagrafe Mirko Mancini, trentunenne cantautore, anche lui «de Roma»: la sua «Stiamo tutti bene» era la migliore proposta del gruppo, non a caso porta a casa il premio della critica intitolato a Mia Martini, raccontando il dramma dei migranti e delle carrette del mare con gli occhi di un bambino; terzo posto meritato per Mudimbi, italo-congolese di 31 anni, con la filastrocca rap «Il mago». Applausi anche per Alice Caioli, ventiduenne sicula, ma più per il nude look che per la sua «Specchi rotti».

Anche al di là del verdetto, la musica «giovane» in Italia è altra, la nuova top ten è guidata dal nuovo album del rapper Madman, seguito dal collega Sfera Ebbasta, tra i singoli a completare la dittatura del genere svetta Ghali, ma tutto questo Sanremo non lo sa, e nemmeno i suoi big.
 

La serata delle autocover con ospiti, comunque, ha il suo brio e, in qualche caso, migliora canzoni mediocri. Renzo Rubino si giova di Serena Rossi nella sua «Custodire», storia di un amore finito, di un'insolenza urlata senza troppo senso e di un misterioso cardo viola; Le Vibrazioni aggiungono appeal rock a «Così sbagliato» grazie all'ugola di Skin; Noemi migliora il sapore insipido di «Non smettere mai di cercarmi» grazie all'apporto di Paola Turci. Mario Biondi porta definitivamente in Brasile «Rivederti» che già citava «Eu sei que vou te amar», non a caso ora condita dal piano di Daniel Jobim (Jobèm per la paperissima Michelle), nipote del mitico Tom, e dall'ugola Ana Carolina.

Ma è Annalisa la prima a giocare una carta per il risultato finale: in minigonna, duetta con Michele Bravi «Il mondo prima di te», ipoteca di televoto abbondante, forse decisivo, coinvolgendo un'altra fanbase importante, accanto alla sua. Meno abituati alle competizioni televisive sono sicuramente i «regaz» dello Stato Sociale, ma «Una vita in vacanza» è già il tormentone di questa edizione, e la performance con Paolo Rossi e il piccolo coro dell'Antoniano è divertente, tenera eppure feroce, e strappa applausi all'Ariston, a casa, in sala stampa («e nessuno che buca i palloni» al posto di «rompe i coglioni»).

Max Gazzè, anche lui in zona podio, sceglie la dimensione intima coinvolgendo Rita Marcotulli e Roberto Gatto nella nuova versione di «La leggenda di Cristalda e Pizzomunno». Con Midge Ure a disposizione, i Decibel conducono «Lettera al Duca» ancora più in terra d'Albione. Ornella Vanoni a Bungaro e Pacifico ha aggiunto Alessandro Preziosi per «Imparare ad amarsi», Diodato a Roy Paci Ghemon, che almeno nell'hip hop ci è nato, per «Adesso», forse sottovalutata al primo ascolto. Giusy Ferreri poco può fare per «Il segreto del tempo» di Facchinetti e Fogli, mentre Avitabile e Servillo cesellano «Il coraggio di ogni giorno» con gli Avion Travel al completo (compresa la macchinetta del caffè di Fausto Mesolella sul piano) e la traghettano in terra world music con Daby Tourè.
Cristicchi è il complice arruolato da Meta e Moro per l'esorcismo anti-terrorismo di «Non mi avete fatto niente», Caccamo punta su Arisa per «Eterno», Ron su un'altra ex vincitrice, Alice, per la deliziosa madeleine dalliana di «Almeno pensami». Red Canzian duetta «Ognuno ha il suo racconto» con Masini, Tullio De Piscopo aggiunge tamburi (con Nigiotti alla chitarra) ai Kolors («Frida»), Barbarossa («Passame er sale») sceglie Anna Foglietta, la Zilli («Senza appartenere») Cammariere, Elio e le Storie Tese dicono per la penultima volta «Arrivedorci» arricchendola delle voci dei Neri per Caso.

Stasera si chiude, e poi non dite che non vi diamo buone notizie.
Sabato 10 Febbraio 2018, 07:07 - Ultimo aggiornamento: 10-02-2018 12:22
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2 di 2 commenti presenti
2018-02-10 11:32:46
TROPPO SPESSO accade che non siano le canzoni più belle a vincere.
2018-02-10 07:38:37
Purtroppo è come sempre,non il festival della canzone,ma il festival di baglioni e company,mi domando come possa migliorare la canzone italiana se non interessa a nessuno,tutto l'interesse si rivolta nei presentatori e invitati.

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