La vigilia di Avitabile e Servillo: «Come la prima volta a Edenlandia»

Peppe Servillo e Enzo Avitabile
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di Enzo Avitabille

Come iniziare le nostre cronache da Sanremo? Mi sento come un bambino che mette piede per la prima volta a Edenlandia, nel parco dei divertimenti che non aveva mai nemmeno visto. Salgo sulle giostre con Peppe Servillo, che invece ci è già salito e mi ha spiegato che alla fine si prova una specie di senso di vertigine, di spaesamento, come un vuolo dentro. Ma dura solo un attimo: noi veniamo da terre dove si gioca poco, dove la canzone è impegno quotidiano e lavoro, oltre che creatività, e in quelle terre torneremo appena finita.

Intanto, ci godiamo i colori, torniamo bambini al centro del mondo, ritroviamo amici musici e musicanti, giriamo tra le attrazioni avvicinandoci a quella principale, la più importante: il palco, l'orchestra, la gara e, soprattutto, i milioni di telespettatori che giudicheranno tutto il nostro lavoro in pochissimi minuti.

Oggi c'è la prova aperta, con i giornalisti che ci mettono i voti, che come gioco è anche divertente, non mi arrivava una pagella da quando ero banbini, il paragone con la la prima volta a Edenlandia funziona davvero. Poi interviste, interviste, interviste e... 'o carpet, il tappeto rosso. Se l'ho fatto al Festival di Venezia con Jonathan Demme forse riesco a sfilare senza imbarazzo anche davanti all'Ariston. Altrimenti... mi appendo a Peppe, lui l'eleganza la porta dentro, come il rigore. E aspetto domani, con «Il coraggio di ogni giorno»: quello che canterò, che canteremo, dalla sommità della nostra giostra delle canzoni.
Lunedì 5 Febbraio 2018, 11:16 - Ultimo aggiornamento: 05-02-2018 14:47
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