Sanremo, Bertè: «Contro di me commessa un'ingiustizia. Mi sarebbe piaciuto vincere anche per Mimì»

Loredana Bertè
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«Sinceramente non mi aspettavo che non mi facessero salire sul podio. E, sì, speravo di vincere anche per riscattare mia sorella Mimì». È una Loredana Bertè delusa quella che si confessa in un'intervista al "Corriere della Sera". E che, alla domanda se parteciperà ancora al Festival di Sanremo, risponde secca: «Come concorrente, no. Forse come super ospite, non so».
Sulle polemiche di Ultimo e sul televoto, la Bertè osserva:
«La questione del televoto e delle giurie è molto spigolosa. Credo che nel suo caso, come nel mio, la delusione arrivi dalla forte discrepanza fra il plauso del pubblico e il mancato risultato finale. A me però sul podio manco mi ci hanno fatto arrivare…».

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Ma non ritiene che la giuria d'onore vada soppressa:
«Io credo che sarebbe fondamentale che la giuria d'onore fosse composta da addetti ai lavori: musicisti, manager, produttori, dj. E sarebbe bello che i voti fossero palesi», dice. La cantante è felice dell'accoglienza ricevuta dal pubblico del Festival: «Credo che vedere il pubblico dell'Ariston in piedi sia il sogno di qualsiasi artista; e per me si sono alzati tre volte.

È stata un'esperienza nuova per me. Molto emozionante, davvero
». E sulla sua canzone non ha dubbi: «Io sono sempre molto autocritica, ma questa volta so di avere dato il massimo; e il pezzo di Curreri è bellissimo. Posso autocitarmi? "C'è qualcosa che non va"», dice, con un chiaro riferimento alla sua esclusione dal podio.
 


Quanto alla sorella Mia Martini, dice: «La ricordo nei nostri viaggi in autostop, nei tantissimi concerti che abbiamo visto insieme, nelle scorribande notturne in cerca di gloria. Mimì era una donna molto intelligente e sensibile. Era lei la vera 'pazzà tra di noi. Mi manca disperatamente, tutti i giorni della mia vita». Come ha trovato la fiction su di lei, 'Io sono Mià? «Il risultato è stato ottimo, anche grazie a Serena Rossi che la interpreta in modo magistrale: racconta perfettamente mia sorella nei gesti, nelle piccole cose.

Io ho voluto partecipare alla sceneggiatura perché potesse uscire la vera Mimì, la sua essenza
». E conclude con una risposta caustica alla domanda su chi debba condurre il Festival 2020: «Mah, non saprei. Facessero loro. Per me ormai lo potrebbe presentare pure Topolino con la Banda Bassotti».
Domenica 17 Febbraio 2019, 15:29 - Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 12:08
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