Sanremo, nasce il Festival di Baglioni: sul palco Favino e Hunziker

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Il conto alla rovescia è partito. Mancano quattro settimane all'inizio del Festival di Sanremo, edizione 2018, e il via al countdown l'ha dato questa mattina la tradizionale conferenza stampa dal Casinò della cittadina ligure, dove oltre al direttore artistico Claudio Baglioni, hanno fatto la loro prima uscita ufficiale Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, chiamati dal «capitano senza timone» ad affiancarlo e sostenerlo nella conduzione.

Un festival (6-10 febbraio), come Baglioni ha ribadito, che segna un deciso cambiamento di rotta rispetto al recente passato, con quel 51% raggiunto da Carlo Conti lo scorso anno che incute timore (e per questo la prudenza Rai auspica un più concreto 40%). Niente più eliminazioni dei cantanti in gara, brani più lunghi, la serata cover sostituita da una serata duetti, stop alle presenze hollywoodiane. «Saremo portatori d'immaginazione - ha spiegato il direttore artistico -. Il festival ne ha bisogno. È l'edizione 68 e ci ispireremo a quell'anno che cambiò il mondo con la fantasia e lo stupore. Partiremo dal bianco e nero per colorarlo, sporcandoci le mani».

L'obiettivo dichiarato di Baglioni è dar vita a un festival che rispecchi il più possibile la sua dicitura, ovvero «della canzone italiana, quel magnifico intruglio tra parole e musiche, Un'arte povera che dura poco, ma con una forza evocativa nella memoria collettiva che supera altre forme di arte». Arte e pop che si mescolano, ha aggiunto il direttore di Rai1 Angelo Teodoli, «per farne porta d'accesso ai telespettatori meno interessati alla musica». Ed è in questa direzione che va anche il lavoro sugli ospiti internazionali, che non mancheranno, ma che dovranno portare «una matrice italiana, per tornare ai festival degli inizi». Si sono fatti i nomi di Sting, di Liam Gallagher, dei Thirty Seconds to Mars, anche di Ed Sheeran dominatore del 2017 con il suo Divide e protagonista di un recente duetto con Andrea Bocelli. E tra gli italiani di Laura Pausini. «Noi li confermiamo. Vediamo se confermano anche loro», ha tagliato corto Baglioni, che non ha voluto rivelare neppure i nomi dei comici - alcuni a sorpresa, non saranno annunciati prima, anche se circolano su tutti quelli di Maurizio Crozza e di Enrico Brignano - chiamati ad arricchire il «grande racconto, il grande affresco che sarà il festival». Anche se su Sanremo incombe la par condicio, in vista delle elezioni del 4 marzo. «Ma la satira si farà, come sempre. Non ci saranno divieti», ha assicurato Teodoli.
 

Quello che è certo è che sul palco saranno in tanti ad alternarsi: «Oltre ai 28 in gara, tra campioni e giovani, venerdì ci saranno altri 20 artisti per i duetti e poi un congruo numero di artisti tra comici, personaggi dello spettacolo, altri colleghi». Sul riconoscimento alla carriera per Milva, di cui si è fatto promotore Cristiano Malgioglio, Baglioni ha lasciato aperto uno spiraglio: «Mi associo, Milva è una grande artista, ma non so ancora se il festival conterrà anche questo tipo di istanza».

Trait d'union con le ultime edizioni, rimangono il dopofestival (quest'anno in onda dal Casino, forse con Stefano Bollani) e il prefestival, in giro per le strade di Sanremo con aneddoti e curiosità. Raggiunta la quadra per il «durante-festival» con Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. «Sono davvero davvero davvero gasatissima - ha detto il volto Mediaset, alla sua seconda partecipazione all'Ariston dopo l'esperienza del 2007 accanto a Pippo Baudo -. Spero solo di avere meno ansia di dieci anni fa. Al festival vorrei portare un momento dedicato alla femminilità in modo speranzoso». Accanto a lei, la più televisiva dei tre, ci sarà Favino, definito il Banderas italiano. «Non parlo con le galline, ho la patente C, faccio una cosa a latere», ha risposto divertito l'attore. «È una cosa completamente nuova per me, un nuovo battesimo: sono fan del festival da quando sono bambino, è un cerchio che si chiude. Conduttori? Secondo me, saremo più induttori».

A conti fatti, sul palco manca un volto Rai. «Ma non è detto che non possa esserci ancora qualche novità», ha avvertito Baglioni. I conti - quelli veri -, ha assicurato la Rai, sono comunque gli stessi di un anno fa: 16 milioni 400 mila euro di costi, a fronte di una raccolta pubblicitaria che veleggia verso i 26 milioni.
Martedì 9 Gennaio 2018, 19:22 - Ultimo aggiornamento: 09-01-2018 19:22
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