Franco Zeffirelli: «Traviata è stata il fantasma e l'amore della mia vita»

Franco Zeffirelli con Cecilia Gasdia alla presentazione della Traviata che andrà in scena a Verona il 21 giugno
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di Simona Antonucci

«Traviata, una donna senza tempo. È stata il fantasma e l’amore della mia vita». Elegante, sorridente, Franco Zeffirelli accolse gli ospiti a febbraio scorso nel suo salotto museo a Roma con Blanche accovacciata sulle gambe, mentre la cagnolina sorellastra scorrazzava ai suoi piedi: «Lei», scherzava il Maestro scomparso ieri all'età di 95 anni, dopo settanta di successi internazionali, «è troppo grassottella».

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Presentò, quel giorno, con un filo di voce e gli occhi pieni di vita, la sua
Traviata, la nona di una lunga carriera (nel ‘58 l’affrontò con la Callas), ma la prima per l’Arena di Verona: evento che andrà in scena il prossimo 21 giugno, con Daniel Oren sul podio, con Aleksandra Kurzak nei panni di Violetta e Pavel Petrov in quelli di Alfredo, Leo Nucci sarà Germont, coreografie di Giuseppe Picone.

«Violetta è l’immagine perfetta della donna di oggi e di sempre. Se trascorri una giornata con lei assaggi tutti i gusti della femminilità», disse il Maestro per presentare il nuovo allestimento che inaugurerà la stagione del lirico con repliche fino a settembre.

«Il coronamento di un sogno», raccontò Cecilia Gasdia, grande cantante lirica, ora sovrintendente della Fondazione «Zeffirelli mi chiamò, giovanissima, nell’84, per interpretare proprio questo capolavoro di Verdi, a Firenze, con Kleiber sul podio. Ora, per me, è un onore restituire il dono immenso che mi fece. Sarà uno spettacolo kolossal, nel rispetto della tradizione, che resterà nel repertorio del nostro teatro. Come è successo per la sua Carmen che riproporremo nel 2021 e la sua Aida che torna nella prossima stagione. Un investimento importante che ci consente comunque di chiudere il bilancio in attivo, pensato per restituire lustro a questa magnifica Arena, da 13.500 posti».

Il coronamento di un sogno anche per Zeffirelli che già da una decina di anni inseguiva l’idea di accompagnare la sua Violetta, immortalata in una memorabile versione cinematografica del 1983, a Verona.

 
 

I bozzetti che il maestro ha realizzato insieme con il costumista Millenotti e il vice direttore artistico Stefano Trespidi sono già uno spettacolo, saloni sontuosi, scalinate sinuose («devono accompagnare il canto», spiegò), statue, colonne, tappeti ori e il letto originale del film. Gonne vaporose, veli e taffetà: a casa di Flora, Violetta è in bianco, tulle e balze.

«L’ispirazione parte dal lavoro di Piero Tosi», ha spiegato Millenotti, «che volle abiti semplici per l’incontro con Germont, una sposa per l’ultimo atto». «Si vedono Traviate di ogni tipo», ha aggiunto l’équipe, «la nostra sarà rispettosa della drammaturgia». Ma con un colpo di teatro: un sipario, proprio come successe in occasione della Carmen del ‘95, montato sulla pedana sotto le stelle che si aprirà dopo l’esecuzione dell’ouverture. A sorreggerlo due logge “boccascena” che ruotando permetteranno cambi di scena a vista.
 
Uno spettacolo grandioso, pensato per la grande Arena: mancherà solo lui la sera del debutto.  

 
Sabato 15 Giugno 2019, 15:14 - Ultimo aggiornamento: 15-06-2019 15:32
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