Napoli, la promessa di Lissner: «Il San Carlo è magnifico lo riempirò di giovani»

di Francesca Pierantozzi

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Parigi

Basta guardarlo Stéphane Lissner per capire che non vede l'ora di arrivare a Napoli. Sarà che a Parigi piove, e il cielo è grigio anche dal suo magnifico ufficio all'ottavo piano dell'Opera Bastille, con vista su tutta la città. Lo chiamano dal ministero della Cultura a Roma, saltella, si sbraccia, è un vulcano. Il physique du rôle perfetto del futuro sovrintendente del San Carlo. E lui conferma: è felice, non vede l'ora, molti grandi artisti gli hanno già detto che lo seguiranno, porterà i giovani napoletani all'Opera. E andrà pure allo stadio.

«Adoro Napoli», inizia: «Perché è una vera città d'arte, non solo per i monumenti, ma per la sua arte di vivere. La cultura è presente ovunque: l'architettura, il teatro, la pittura, la musica ovviamente, ma anche il cibo, il calcio, la passione. Napoli per me è camminare la notte, quando il caos si è spento, ma resta nell'aria. Non ho mai provato questo sentimento in nessun altro luogo. La passione a Napoli è una cadenza, un ritmo, è un'energia particolare, che mi attrae enormemente. Mi dicono che questo succede perché è la città più vicina all'Apocalisse, alle pendici del Vesuvio», ride, e poi continua: «Non so se hanno ragione, in ogni modo quello che so è che in questa città che amo c'è un teatro, e che questo teatro si chiama San Carlo».

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Mercoledì 9 Ottobre 2019, 07:59 - Ultimo aggiornamento: 09-10-2019 13:18
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