In tour il trasformista napoletano Luca Lombardo col suo show "Poubelle"

Da Mario Bros a Peter Pan, in pochi minuti trenta cambi d'abito

Luca Lombardo
Luca Lombardo
di Giovanni Chianelli
Martedì 22 Novembre 2022, 16:35
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Il nome del suo personaggio in francese significa cestino dei rifiuti, in senso lato spazzatura. Cambiando d’abito nella maniera veloce che hanno i trasformisti racconta un percorso di vita articolato, sofferto e creativo, lo stesso che lo ha portato da un inizio di carriera militare a diventare clown in un circo francese: tanto che a fine spettacolo regala a ogni spettatore un naso rosso da pagliaccio, per ribadire la dignità e la poeticità dell’arte circense, che in “Opinioni di un clown” Heinrich Böll volle scagliare contro le ipocrisie della Germania del Dopoguerra.

Luca Lombardo, trasformista e illusionista napoletano, continua il tour con il suo spettacolo che porta il titolo di “Poubelle”: è dal 25 novembre al 4 dicembre al teatro Jolly di Palermo, il 5 arriva a Pace del Mela a Messina e poi il 7 al Nuovo di Ferrara per giungere il 10 e l’11 al Gerolamo di Milano, ribattezzato la “piccola Scala”.

Il lavoro, scritto dallo stesso Lombardo con Augusto Fornari che ne firma la regia, in 45 giorni sarà rappresentato 30 volte tra Italia e l’estero, dove il trasformista si è già esibito in 12 nazioni. Uno show auto-prodotto che arriva a trattare temi delicati come la solitudine, la diversità e l’abbandono e che auspica una società inclusiva, dove gli invisibili possono avere una loro ribalta. Come il protagonista, il clochard Poubelle: tiene banco con una serie di divertenti monologhi e giochi di prestigio fino al numero del quick-change, una sequenza di 30 cambi d’abito in pochi minuti che ne fanno il secondo spettacolo europeo per quantità di travestimenti.

Lombardo così diventa Mario Bros, Mary Poppins, lo Spazzacamino, Peter Pan e Lupin 3: «Uno spettacolo per tutta la famiglia, adulti e bambini. Di solito i grandi pensano che sia uno spettacolo solo per piccoli ed invece si ritrovano anche loro a giocare e a lasciarsi andare», dice l’artista.

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