Riccardo Muti tra i templi di Paestum:
«La luna merita i versi di Di Giacomo»

Domenica 5 Luglio 2020 di Donatella Longobardi

«Questo concerto di Paestum, luogo legato alle radici della civiltà europea, si affida alla musica, il solo linguaggio che non può essere frainteso, per ritrovare la speranza in un futuro migliore. Un futuro di pace per il popolo siriano ma anche un atto di coraggio dopo la decisione di aprire il Festival di Ravenna, tornando a suonare insieme sul palcoscenico per la prima volta dall'inizio della pandemia». Riccardo Muti affida alle note della terza sinfonia di Beethoven, l'«Eroica», il messaggio del «Concerto dell'Amicizia» in un ponte ideale che parte da Damasco per arrivare a Ravenna e poi a Paestum, l'antica Poseidonia, la città della Magna Grecia che incantò i viaggiatori del Settecento con le sue austere architetture doriche e che oggi è gemellata con Palmira, la «sposa del deserto» distrutta dall'Isis.

Ieri un po' di apprensione per la giornata a tratti piovosa. Ma per oggi le previsioni sono buone. Alle 21.30 dal palco allestito tra i templi di Nettuno e di Hera il via all'evento che apre, di fatto, anche in Campania la stagione della grande musica sinfonica dopo l'emergenza da coronavirus. Nel parterre circa 800 persone, tutte distanziate e con mascherina, impossibile trovare un biglietto, tutti esauriti in poche ore, il ricavato sarà devoluto in beneficenza.

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Sul palco in apertura la curda Anyur Dogan con i suoi canti di protesta e dolore legati alla sua terra: «Hanno bruciato vivi i poeti, gli scrittori, le luci e gli artisti di questo Paese in un hotel», ripete come in un mantra mentre ad applaudirla c'è anche l'artista Zehra Dogan, arrestata per un disegno su twitter, e che in carcere ha dipinto col suo sangue. Poi spazio ai circa sessanta musicisti dell'Orchestra Giovanile Cherubini (tra loro sette campani), tutti a distanza di sicurezza, ognuno davanti a un singolo leggio. A loro, come in tutti i «Concerti dell'Amicizia», si fondono altre forze, in questo caso alcuni musicisti di una orchestra siriana in esilio nata qualche anno fa in Germania, la Syrian Expat Philharmonic Orchestra.

Il concerto tra i templi, dedicato al ricordo dell'attivista civile Hevrin Khalaf e dell'archeologo Khaled al-Asaad vittime del terrorismo, sarà registrato da Raiuno che lo trasmetterà il 23 luglio alle 23.15. Un megaspot per la regione che ha fatto dello slogan «Covid free» il suo marchio per il rilancio del turismo. Un rilancio che non poteva che passare attraverso la cultura e la musica di cui Muti è da sempre ambasciatore nel mondo, forte di una napoletanità che travalica tutti i confini. «Oltre vent'anni fa», ricorda il maestro, «abbiamo sorvolato l'Adriatico a bordo di aerei militari per raggiungere Sarajevo: eravamo tutti commossi dalla tragedia che si stava svolgendo e la musica rappresentava un segno di fratellanza da Ravenna. Anche in quella occasione eseguimmo l'Eroica. È stato l'inizio dei viaggi e dei Concerti dell'Amicizia, una sorta di pellegrinaggio laico che ha toccato negli anni terre difficili e sofferenze». Gerusalemme, Beirut, New York ferita dopo l'attentato alle Torri Gemelle, poi Nairobi, Teheran, Otranto, Redipuglia, Kiev, Atene.
 


Nel 2004 tappa nel teatro romano di Bosra, un sito archeologico nel deserto fra Damasco e Aleppo, dopo una prova aperta nel Teatro dell'Opera di Damasco insieme con i musicisti dell'Orchestra sinfonica nazionale siriana. Un evento che ha lasciato il segno. Perché l'altra sera, questi musicisti che non hanno potuto volare in Italia, hanno eseguito in diretta Facebook l'«Eroica» e l'ouverture di «Norma», che faceva parte del programma a Bosra di sedici anni fa. «L'amicizia e la solidarietà del Ravenna festival sono un sostegno importante per un popolo che ha pagato e sta ancora pagando un prezzo alto nella battaglia contro il fanatismo, e per una terra dove anche le pietre di Palmira, Ebla e tanti altri siti archeologici sono state vittima dell'odio e dell'oscurantismo. Un nuovo gesto umano e musicale che accentua il ruolo della cultura e la musica nel rafforzare i legami fra i popoli», ha detto il loro direttore Missak Baghdabourian salutando il doppio appuntamento promosso dal «Ravenna festival».

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Dopo il «Concerto dell'Amicizia» a Ravenna, alla Rocca Brancaleone, ieri la carovana con i musicisti e il maestro è partita per Paestum, dove in serata si è svolta una prova aperta a delegazioni di studenti provenienti da tutti e quattro i Conservatori della Campania. A sorpresa il maestro ha interrotto ad un certo punto la musica di Beethoven, quando si è accorto che la luna faceva capolino tra le colonne dei templi. Ha chiamato i suoi musicisti e li ha fatti salire sul podio per ammirare il suggestivo spettacolo. Quindi Muti ha recitato alcuni versi di «Luna nova» di Di Giacomo.

Nel parterre stasera ci saranno numerosi ospiti, tra loro anche il presidente della Regione Vincenzo De Luca che ha sostenuto il progetto attraverso la Scabec. Altro sostegno importante quello della Camera di Commercio di Salerno, con il presidente Andrea Prete in pieno coordinamento con Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Paestum e Velia; Franco Alfieri, sindaco di CapaccioPaestum; Antonio De Rosa, sovrintendente del Ravenna Festival; Rosanna Purchia, ex sovrintendente del San Carlo e madrina dell'evento.

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