Si alza il sipario su «Showup»: il dramma della Shoah in danza

attori ballerini
di Rossella Liguori

Dolore e sofferenza, persecuzione e coraggio; il corpo come veicolo di emozioni e messaggi universali. Al Moa di Eboli  grande successo per “Showup”:  racconto drammatico ispirato dalla storia di Heinz Skall, perseguitato dal regime nazista e sopravvissuto alla guerra e all'Olocausto.

È il nuovo progetto artistico dell’associazione “La dance” e, ieri sera ha debuttato, tra commozione ed emozioni, la MV Dance Factory di Maria Vittoria Maglione con «Showup - Come posso ricordare il volto che non so dimenticare»», direzione artistica di Maria Vittoria Maglione, regia di Eirene Campagna, coreografie di Simone Liguori, curaore anche del progetto video di presentazione dello spettacolo. L'evento replicherà ad Eboli domenica 28 gennaio; già in programma anche le tappe di Battipaglia, Campagna e Salerno.

La Shoah nelle drammaticità della storia di Skall, pazientemente ricostruita dalle sue figlie, che gli autori hanno conosciuto personalmente. Si tratta di un'opera originale, nata dal lavoro di ricerca storica delle regista.

«Approcciarsi alla tematica della Shoah può essere devastante - spiega Campagna - e, dopo che per troppo si è sfruttato il suo effetto mediatico, può esserlo ancora di più. Per questo motivo la nostra scelta è stata radicale, e quindi abbiamo deciso di essere radicalmente liberi».

L’ insegnante e coreografa, Maglione, ha raccolto attorno a sé un ensemble di giovani danzatori, tutti provenienti dalla provincia di Salerno. «L’intento è quello di promuovere la danza come forma di cultura, mezzo di confronto oltre che di intrattenimento - dice - e per affermare con forza il valore culturale ed espressivo di quella che è stata definita l'arte per eccellenza». 
Sabato 27 Gennaio 2018, 11:07 - Ultimo aggiornamento: 27-01-2018 21:51
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