Teatro e giovani, perché le nuove generazioni ci vanno sempre meno?

Nei dati pubblicati dalla Siae nel 2021 il teatro è tra gli ultimi posti come luogo scelto dai giovani

Il Teatro Diana di Napoli
Il Teatro Diana di Napoli
di Clara Lacorte
Giovedì 1 Dicembre 2022, 12:00 - Ultimo agg. 12:50
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Possiamo certamente affermare che il teatro ha origini antichissime e che addirittura sia considerato come la prima manifestazione culturale prodotta dall'uomo. 
La cultura greca e autori come Aristofane, Sofocle, Eschilo e molti altri, ci hanno regalato intramontabili storie che ancora oggi possiamo vivere nella contemporaneità e dalle quali i grandi film del passato e del presente hanno certamente preso ispirazione. 
Un tempo il teatro era considerato momento di svago, divertimento, riflessione e socialità per giovani ed adulti. 

Ma cosa è cambiato? Perché i giovani non vanno più a teatro?

Sicuramente l'avvento della televisione, del cinema e, in tempi più recenti, dei social media hanno determinato un calo della partecipazione dei giovani nei confronti del teatro in quanto spesso considerati dai giovani, a differenza delle sale cinematografiche, come luoghi noiosi e poco interessanti. È molto raro sentire un adolescente di oggi dire «stasera andiamo a vedere uno spettacolo a teatro», questo perché il teatro stesso viene associato ad un luogo destinato ad adulti, in cui tutto è più lento a differenza delle scene di un film, di un programma televisivo o di un video di Instagram. 

«Il teatro dovrebbe trattare temi vicini ai ragazzi in modo da non far sentire ai giovani lontani dalla cultura teatrale. Il teatro nelle scuole purtroppo non viene considerata una materia scolastica, dovrebbe invece essere concepita proprio come materia in programma. Con l'aiuto dei docenti si dovrebbero aiutare i ragazzi a vivere il teatro, in quanto una buona consapevolezza del teatro oggi li renderebbe degli spettatori partecipi nel futuro», afferma Claudia Mirra,  la signora del teatro partenopeo, responsabile ufficio stampa del Teatro Diana di Napoli. 

«Bisogna cercare di creare spettacoli pensati per i giovani. Portarli a vedere spettacoli non adatti alla loro età può allontanare i giovani dal teatro, in quanto viene visto come luogo lontano dai loro interessi. Purtroppo la bassa affluenza nasce proprio da tale motivo», aggiunge Mirra. 

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Infatti, secondo i dati pubblicati dalla Siae nel 2021 il teatro è tra gli ultimi posti come luogo scelto dai giovani, al primo posto vi è il cinema. Si tratta di un dato significativo che ci permette di capire le preferenze dei giovani ma, soprattutto, ci fa comprendere quanto sia necessario far ritornare i ragazzi a teatro e condurli verso un'educazione teatrale importante non solo dal punto di vista culturale, ma sociale e di dialogo con gli altri. 

Ciò che spesso dimentichiamo è che il teatro rappresenta davvero il contatto visivo e corporeo più intenso che lo spettatore possa vivere. 

Le emozioni vengono vissute da chi guarda con una forza ed una intensità maggiore rispetto alla visione tramite uno schermo tanto da aver reso, non a caso, il teatro il centro della cultura italiana e non solo perché, come diceva il grande Eduardo De FIlippo «Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male».

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