Ares Gate, la Procura convoca Adua Del Vesco dopo le frasi al GF Vip sul suicidio dello sceneggiatore Losito

Venerdì 12 Marzo 2021 di Michela Allegri
Ares Gate, la Procura convoca Adua Del Vesco dopo le frasi al Gf Vip sul suicidio dello sceneggiatore Losito

Una chiacchierata notturna nella casa più famosa della televisione, le lacrime, il ricordo di un periodo difficile. Accuse pesantissime: menti plagiate, soprusi, relazioni inventate a tavolino solo per alimentare il gossip. Un clima di pressione che, almeno in un caso, potrebbe avere provocato un suicidio. Dal Grande Fratello Vip lo scandalo “Ares Gate” è finito nei salotti delle principali trasmissioni televisive e adesso approda negli uffici della Procura di Roma, dove ieri è iniziata la sfilata di personaggi famosi convocati per raccontare la loro versione dei fatti. L’inchiesta è quella sul decesso dello sceneggiatore Teodosio Losito, trovato morto nella sua abitazione nella Capitale l’8 gennaio del 2019. Il pm Carlo Villani indaga per istigazione al suicidio e ieri ha ascoltato come persona informata sui fatti Rosalinda Cannavò, alias Adua Del Vesco, attrice e concorrente del Gf vip che, insieme a Massimiliano Morra, durante il reality ha ricordato, tra le lacrime, alcune esperienze vissute quando entrambi lavoravano con l’Ares, società di produzione fondata da Alberto Tarallo e dal compagno Losito, e che ha lanciato diverse fiction di successo, come “Il bello delle donne” e “Caterina e le sue figlie”, promuovendo alcuni dei personaggi più noti del piccolo schermo, da Gabriel Garko a Manuela Arcuri. 

Durante la conversazione la Cannavò e Morra hanno ricordato il suicidio di «un amico comune», “Teo” Losito, appunto. È stato in quell’occasione che la Cannavò ha parlato di «istigazione al suicidio», definendo lo sceneggiatore una vittima del sistema. Tarallo non è stato menzionato apertamente, ma per chi frequenta l’ambiente ci sono pochissimi dubbi. Il produttore - l’epiteto scelto dai due per lui è «Lucifero» - è stato descritto come il manovratore della Ares, dipinta come una specie di setta, riunita nella villa di Tarallo a Zagarolo, conosciuta come “Zagarholliwood”, dove gli attori abitavano ed erano sottoposti a ritmi di lavoro serratissimi. Ieri la Cannavò, dopo le quasi tre ore trascorse nell’ufficio del pm Villani, ha pubblicato una fotografia sul suo profilo Instagram con questa didascalia: «Yes, I have a choice... and I made it». Un modo per annunciare di aver fatto una scelta e di volerla portare fino in fondo. 

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Le rivelazioni choc sono dello scorso settembre. Parlando del suicidio di Losito, la Cannavò ha detto: «Tu non puoi capire gli ultimi periodi lui, non puoi immaginare. Io credo che non sia stato un suicidio, ma di istigazione. Se fossi rimasta lì avrei fatto la sua stessa fine». E ancora: «Secondo te quale può essere la procedura che l’ha portato al suicidio?». E Morra: «Sicuramente è quella, ma sicuramente ci saranno stati dei sintomi prima. Io ho sentito persone che lo conoscevano, amici suoi stretti di Zagarolo e ho sentito varie ipotesi di gesti effettuati ancora prima».

Parole pesantissime che hanno alzato un polverone mediatico, alimentato anche dalle parole di Gabriel Garko, pure lui entrato nella casa e per anni fidanzato della Cannavò in una «favola finta», come ha detto in diretta tv. Garko, che verrà presto sentito in Procura come persona informata sui fatti, ha fatto riferimento alle sue sofferenze e alla sua volontà di disobbedire alle indicazioni di chi gli avrebbe impedito di dire pubblicamente quanti anni avesse, o gli avrebbe suggerito di accompagnarsi a qualche donna pur di non rivelare quello che lui stesso ha definito «il segreto di Pulcinella». Alla fine ha aggiunto: «La verità scavalcherà ogni segnale di omertà».

Sul caso si sono espressi anche altri personaggi noti. Nancy Brilli e Giuliana De Sio, per esempio, hanno raccontato che ad entrambe era stato proposto dalla Ares di fingere un flirt con un collega. Mentre le parole di Lorenzo Crespi sono state molto più pesanti. Su Instagram l’attore ha scritto: «La storia di Adua è una storia triste, orrenda, vera, che inizia verso la fine degli anni ‘80 inizio anni ‘90, coinvolge tutti, trent’anni di Mediaset, fiction, spettacoli, uomini potentissimi, politici». Poi ha chiesto che la Cannavò venga messa sotto protezione, «perché potrebbe essere in pericolo». A difendere Tarallo, invece, è stata Manuela Arcuri, protagonista di fiction Ares come “Il bello delle donne” e “Il peccato e la vergogna”. «Al massimo davano consigli, come può fare qualsiasi persona con cui lavori e cerca di proteggerti. Alberto è sempre stato un uomo protettivo, ti voleva aiutare. Non ha mai puntato una pistola alla tempia a nessuno», ha detto l’attrice. Nei prossimi giorni potrebbe essere convocata dai pm come teste anche Barbara D’Urso. Intanto l’avvocato di Tarallo ha fatto sapere che si tratta di «notizie totalmente false, oltre che altamente lesive». 

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