Napoli, dal Rione Sanità a Raisport:
De Stefano è la prima direttrice

Venerdì 19 Novembre 2021 di Pino Taormina
Napoli, dal Rione Sanità a Raisport: De Stefano è la prima direttrice

Fino a questa estate era semplicemente «la signora del ciclismo», inviata di punta della Rai in decine di giri d'Italia, Tour de France, Mondiali, Milano-Sanremo, classiche del nord, la prima donna a presentare lo storico Processo alla Tappa creato da Sergio Zavoli nel 1962. Ma da luglio si è trasformata nella brillante narratrice dell'edizione record dell'Olimpiade di Tokyo 2020, capace di mettere in piedi un talk sportivo divertente e coinvolgente, complici anche due partner come Sara Simeoni e Yuri Chechi. Il Circolo degli Anelli è stato l'ultimo tassello per consacrare Alessandra De Stefano come una delle stelle del giornalismo della Rai. E da ieri è la nomina come nuova direttrice di RaiSport. Prima donna a ricoprire questo incarico. Il racconto dello sport è una peculiarità di Alessandra De Stefano, giornalista rigorosa ma capace di appassionarsi anche grazie al fatto di aver seguito il ciclismo, disciplina popolare per eccellenza, che racconta storie di vita dal marciapiedi.

Napoletana, classe 1966, cresce nel Rione Sanità da genitori partenopei ma lascia la città a tre anni, per andare a vivere a Roma. Legatissima a Napoli, raccontò commossa, dal palco, in diretta, l'emozione di tornare in città quando il Giro, nel 2013, fece tappa proprio sul lungomare di via Caracciolo (con la volata vinta da Cavendish). Una laurea in Storia dell'arte alla Sapienza. Ultima di otto figli, sei sorelle e un fratello, la passione per il ciclismo la eredita dal padre, grande tifoso di Eddy Merckx: è sposata con un giornalista dell'Equipe conosciuto, ovviamente, al Giro. Motivo per cui vive da pendolare tra Roma e Parigi. E il suo primo pensiero, ieri, dopo la nomina ufficializzata proprio a Napoli dove si è tenuto il cda della Rai, è andato ovviamente alla sua famiglia. «Mamma ti dicevano non ce la farai mai. Sbagliavano. Grazie a te alla Signorina Ascioni a Raffaella. Mi avete insegnato che il coraggio è il senso dei giorni. A difendere le idee. A resistere quando gli altri ti vogliono far sentire cenere. A fare della diversità la forza. Vi amo».



Il grande successo della trasmissione serale sulle Olimpiadi (che verrà riproposta in versione natalizia il 21 dicembre con De Stefano da tempo impegnata a preparare con autori e altri colleghi i contenuti) conferma anche una predisposizione al lavoro di gruppo, alla ricerca di una chiave nel racconto, di una storia. Un programma che le ha consentito di tornare nella sua Napoli per ritirare il Premio Agnes a settembre. Del resto più di ogni altro sport, il ciclismo rappresenta ancora una roccaforte della Rai vede freneticamente in corsa squadre di tecnici commentatori giornalisti tutti uniti dalla partenza all'arrivo. Penna agile e coinvolgente nel libro dedicato alla storia d'amore tra Coppi e la Dama Bianca (Giulia e Fausto è il racconto di quell'amore scandaloso che divise l'Italia visto con gli occhi di lei, di Giulia Occhini, dei sui anni a Salerno e la mamma napoletana della Dama Bianca) ha accoppiato le qualità della cronista alla sensibilità della voce narrante. L'amicizia con Raffaella Carrà che, da appassionata di ciclismo, riconosce la sua voce in un supermercato. «Ho imparato a gestire il ritmo in tv: è fondamentale e questo me l'ha insegnato proprio Raffaella Carrà», ha raccontato. È Claudio Ferretti uno dei suoi maestri: lavorava in una trasmissione che si chiamava TeleSogni e fu lui a volerla al Processo alla tappa chiedendole di seguire sempre Pantani. Fino al 2019 ha seguito ogni tappa dei grandi giri, poi la promozione a vice direttrice RaiSport con alla guida Auro Bulbarelli, anche lui volto e voce del ciclismo italiano. Adesso il grande balzo alla direzione. Prima donna e prima napoletana.

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