Amici e le accuse di censura della Malafemmena di Totò, la risposta social della redazione: «Solo i malpensanti possono credere...»

Lunedì 18 Ottobre 2021
Amici e le accuse di censura della Malafemmena di Totò, la risposta social della redazione: «Solo i malpensanti possono credere...»

Tiene banco in questi giorni la polemica riguardante la canzone Malafemmena, il capolavoro scritto da Totò nel 1951, utilizzata per una coreografia durante la trasmissione Amici 21 andata in onda lunedì 11 ottobre 2021

Secondo Gianni Valentino, curatore del progetto Totò Poetry Culture, infatti, nella canzone sarebbe stata censurata la parola malafemmena.

In merito a queste accuse, è arrivata la replica del gruppo Fascino Witty Tv che produce Amici, tramite un post condiviso sui social: «In questi giorni circola un’assurda polemica tra web e carta stampata, sull’eventualità che ad Amici si sia sentita l’esigenza di censurare la canzone di Totò, Malafemmena. Una canzone che ad Amici è stata eseguita mille volte nel corso degli anni, con o senza la strofa contenente la parola malafemmena».

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La produzione motiva il taglio del brano per esigenze di tempo riguardanti la coreografia del ballo: «Nella circostanza a cui si riferisce la polemica, il brano è stato tagliato a circa un minuto o poco più, come è d’abitudine per l’esecuzione delle coreografie e di fatto, sia per stare nel tempo richiesto che per mantenere integra la melodia che tutti conosciamo, sono venute via due strofe centrali, oltre che la fine del brano».

Inoltre fanno notare che nel presentare il ballo viene espressamente dichiarato che si tratti del brano Malafemmena, cirtandone appunto il titolo e dunque la parola in questione: «Solo i malpensanti possono credere che si sia deciso di tagliare la parola malafemmena che però, nel frattempo, viene annunciata proprio introducendo la coreografia “Francesca esegue una coreografia sulle note di Malafemmena”. Quindi secondo i critici, tagliamo la parola ma la utilizziamo per introdurre il brano. Saremmo quindi censori e cretini». 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da WittyTV (@wittytv)

Infine chiudono la polemica con ironia citando una celebre battuta di Totò: «Nulla di grave, però rimane una questione aperta: se il curatore del progetto Totò Poetry Culture, Gianni Valentino (che ha dato il la alla polemica), può incappare in un sonoro errore, come è possibile che esimi giornalisti si prendano la briga di scrivere paginate sull’argomento senza nemmeno controllare l’accaduto? Come diceva Totò, la vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?»

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