La guerra delle webtv: Apple alla sfida dello streaming

Martedì 26 Giugno 2018 di Diego Del Pozzo
Il 2019 sarà l'anno della guerra delle tv via internet? Gli indizi che portano a una simile conclusione sono tanti, perché per il prossimo anno è previsto l'ingresso nel sempre più remunerativo mercato dello streaming video da parte di due colossi delle nuove tecnologie e dell'entertainment globale come Apple e Disney, che andranno a fare concorrenza diretta alle compagnie leader del comparto, a partire da Netflix e Amazon.

E se lo sbarco della Walt Disney Company nell'agone della televisione digitale, coordinato da Kevin Mayer come chief strategy officer, dovrebbe concretizzarsi nell'autunno 2019 con l'attesissima serie tv ambientata nell'universo di «Star Wars» (prodotta da quel Jon Favreu che, nel 2008, diede il via al Marvel Cinematic Universe col primo «Iron Man»), il debutto di Apple avverrà ancora prima, già a marzo dell'anno prossimo. In queste settimane, l'azienda di Cupertino sta scoprendo le carte un po' alla volta, con un susseguirsi di annunci dai quali emerge la volontà di irrompere nel comparto della streaming television con un ruolo di primo piano.

La casa della Mela, infatti, ha stanziato oltre un miliardo di dollari (ma alcuni osservatori parlano di una cifra ancora maggiore) per la realizzazione di una ventina di produzioni originali, tra serie, film, documentari, animazione e talk show, affidandoli ad alcuni big di Hollywood: dal regista Premio Oscar 2016 per «La La Land» Damien Chazelle al re del thriller-horror M. Night Shyamalan («Il sesto senso»), dalle fidanzate d'America Jennifer Aniston e Reese Witherspoon a Oprah Winfrey, dal Ronald D. Moore già dietro i successi di «Battlestar Galactica» e «Outlander» alla star del basket Nba Kevin Garnett come produttore di una serie sul mondo della pallacanestro a stelle e strisce.
 
La prima fase dell'irruzione di Apple sul mercato della tv digitale avverrà tra marzo e l'estate 2019, con almeno una decina di programmi originali on line nell'arco di poche settimane. A dirigere le operazioni, nei nuovi uffici californiani di Culver City, ci sono due veterani come Zack Van Amburg e Jamie Erlicht («Breaking Bad»), alla guida di una quarantina di persone, nucleo originale del neonato settore intrattenimento di casa Apple, al lavoro da mesi sullo sviluppo dei progetti audiovisivi destinati a competere con quelli di Amazon Prime Video, Disney, Hulu, Hbo Now e, ovviamente, Netflix, che però per il solo 2018 ha stanziato più di 8 miliardi di dollari per la realizzazione di oltre 700 nuove produzioni originali (come il thriller «Murder Mistery», con Adam Sandler e Jennifer Aniston, le cui riprese sono appena iniziate a Montreal) e non ha alcuna intenzione di cedere lo scettro della categoria. Fondata da Reed Hastings nel 1997 come servizio di noleggio di film e videogiochi, a partire dal 2008 l'azienda di Los Gatos ha dato vita alla più grande piattaforma di streaming on demand esistente e oggi vanta 125 milioni di abbonati in 190 nazioni (più del doppio della popolazione italiana), ai quali propone un catalogo enorme di contenuti visibili su smartphone, tablet, televisori, console e altri dispositivi, imponendosi come inevitabile punto di riferimento per chiunque voglia affacciarsi nel settore dell'intrattenimento via internet.

Apple ci proverà con alcuni progetti indirizzati verso differenti generi narrativi: il thriller, con la misteriosa serie in dieci episodi da mezz'ora dello specialista M. Night Shyamalan e con «Are you sleeping?», creato da Michelle Tramble, con la vincitrice dell'Oscar Octavia Spencer, Lizzy Caplan e Aaron Paul; la commedia, con i due show interpretati da Kristen Wiig e dall'accoppiata Jennifer Aniston e Reese Witherspoon; molta fantascienza, col reboot dell'antologico «Amazing stories», la serie-kolossal prodotta da David S. Goyer e Josh Friedman e tratta dal Ciclo delle fondazioni di Isaac Asimov, lo show sulle realtà parallele ideato da Ronald D. Moore e il dramma futuristico «See», creato da Steven Knight con regia del Francis Lawrence di «Hunger games»; fino alla chicca della misteriosa serie scritta e diretta da Damien Chazelle, peraltro già al lavoro per Netflix su un altro show seriale intitolato «The Eddy».

Ciò che non è ancora chiaro è dove e come Apple distribuirà i suoi contenuti originali. Gli analisti del settore tendono a escludere un ricorso a strumenti già esistenti come Apple Music o iTunes e danno per scontato il varo, da parte della multinazionale fondata da Steve Jobs e oggi guidata da Tim Cook, di Apple Video, nuova piattaforma progettata appositamente per lo streaming, magari da proporre gratis agli acquirenti degli Apple Tv. Certamente, però, il colosso di Cupertino dovrà integrare le proprie produzioni originali con un catalogo di contenuti pre-esistenti ben più consistente, in modo da convincere gli appassionati ad abbonarsi al nuovo servizio. Così, Oltreoceano danno per scontato l'acquisto in tempi brevi da parte di Apple di una content company o di un servizio di streaming tv già esistenti. D'altra parte, con 285 miliardi di dollari in cassa questo non sarà un problema. © RIPRODUZIONE RISERVATA