Ballando con le Stelle, la mamma di Alessandro Egger chiede aiuto a Signorini: «La Rai non mi dà diritto di replica»

Signorini ha voluto rispondere, mettendo in dubbio che non le sia stato concesso il diritto di replica, ma Cristina Egger continua a rilasciare dichiarazioni su vari giornali con la sua versione dei fatti

Ballando con le Stelle, la madre di Alessandro Egger scrive a Signorini: «Abbandonato? La Rai non mi dà diritto di replica»
Ballando con le Stelle, la madre di Alessandro Egger scrive a Signorini: «Abbandonato? La Rai non mi dà diritto di replica»
Giovedì 8 Dicembre 2022, 12:14 - Ultimo agg. 9 Dicembre, 09:59
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Alessandro Egger, concorrente di Ballando con le Stelle, ha raccontato di aver avuto un'infanzia e una gioventù difficile dopo essere stato cacciato di casa, ripudiato dalla mamma. La donna, che non è intervenuta nel corso del programma, pare stia cercando in ogni modo di raccontare la sua verità e per ora lo ha fatto rivolgendosi ad Alfonso Signorini e pubblicando una lettera sul settimanale Chi

«Mio figlio, Egger Alessandro, sta facendo il programma Ballando con le stelle e in diverse puntate ha ribadito che l’ho abbandonato e cacciato di casa. La Rai non ha voluto darmi diritto di replica perché in modo evidente stanno studiando il personaggio tv, del povero ragazzo abbandonato per strada… Ma non è vero! Mio marito è un imprenditore e io sono una consulente nel mondo dell’abbigliamento. Vorrei smentire le accuse e vorrei puntare il dito sulla Rai per aver costruito il personaggio senza indagare sulla realtà dei fatti», ha raccontato Cristina Egger

Signorini ha voluto rispondere, mettendo in dubbio che non le sia stato concesso il diritto di replica. La donna ha voluto dire la sua anche a FanPage dove ha chiarito di avere tre figli, nessuno dei quali cacciato di casa. Ha detto che Alessandro è andato via di sua spontanea volontà a 19 anni (non a 17 come dichiarato dall'attore), ma ha spiegato che la famiglia non lo ha appoggiato nella sua carriera nel mondo dello spettacolo solo perché speravano che facesse un lavoro diverso più concreto, come lei stessa lo definisce.

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