Coronavirus, Chi l'ha Visto: «Nel bergamasco contagi prima di Codogno. Un ospedale sapeva tutto ma non ha avvertito»

Giovedì 26 Marzo 2020 di Silvia Natella
Coronavirus, Chi l'ha Visto: «Nel bergamasco contagi prima di Codogno. Un ospedale sapeva tutto ma non ha avvertito»

Coronavirus, Chi l'ha Visto: «Nel bergamasco contagi prima di Codogno. Un ospedale sapeva tutto ma non ha avvertito». Le immagini dei mezzi militari che trasportano i feretri via da Bergamo hanno fatto il giro del mondo, ma nella zona oggi più colpita dal Covid-19 più di qualcosa è andato storto. La provincia andava isolata ancor prima di Codogno perché proprio qui - nell'ospedale di Alzano Lombardo - ci sarebbe stato il vero 'paziente 1' italiano.

Il 15 febbraio scorso, qualche giorno prima del caso del 38enne di Codogno, un anziano si reca al pronto soccorso dell'ospedale di Alzano in condizioni molto gravi. Dopo i primi sospetti e il ricovero, il responso arriva il 22 febbraio: l'uomo è positivo al coronavirus. La Val Seriana non viene chiusa come il lodigiano e Vo' Euganeo, anzi vengono fatte scelte scellerate ed errori madornali.

L'ospedale chiude per poco tempo. Un filmato mostra il divieto d'accesso e un post su Facebook poi cancellato. In giro si parla di un contagio da Covid-19, ma il personale deve lavorare a tutti i costi. Il pronto soccorso, dunque, riapre senza sanificazione accogliendo e facendo uscire tanti "untori inconsapevoli". Negli stessi giorni le istituzioni lanciano iniziative collettive e rimbalza sui social il video #bergamononsiferma.

Il weekend è soleggiato, Lodi non è poi così lontana e la gente si riversa per strada e affolla i locali. Un disastro annunciato. A uno a uno si ammalano e i contatti dei positivi non vengono tracciati, individuati e sottoposti ai tamponi.  «Perché non è stata istituita la zona rossa? Perché ci sono le fabbriche?», si chiede Chi l'ha Visto?

Ultimo aggiornamento: 23:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA