Il Covid fa bene alle tv locali: Canale 21 vola e rilancia

Venerdì 8 Gennaio 2021 di Luciano Giannini
Il Covid fa bene alle tv locali: Canale 21 vola e rilancia

Da 13,6 milioni di contatti netti di marzo 2019 ai 20 milioni di marzo 2020: sono i dati d'ascolto nazionali delle tv locali durante la prima chiusura imposta dal Covid. Su 156 emittenti, 42 hanno raddoppiato il numero dei contatti giornalieri; più della metà (87 su 156) lo ha accresciuto di almeno il 50 per cento, solo 15 (su 156) hanno registrato un calo. I numeri di oggi non sono ancora noti, ma già si può dire che Canale 21, tanto per guardare a un esempio di casa nostra, valuta almeno in un 15 per cento in più, rispetto al 2020, l'audience conquistata durante la seconda clausura. La pandemia, insomma, fa bene alle emittenti private locali.

«Il virus, anche se non è simpatico dirlo, per noi è stato un assist», sintetizza Paolo Torino, presidente del consiglio d'amministrazione di Canale 21, la più diffusa, storica emittente della Campania. Il suo segnale copre anche tutto il Lazio, il Molise e parte della Puglia. «L'aumento degli spettatori ha stimolato la nostra creatività e, quindi, la capacità produttiva e il posizionamento della rete. L'epidemia ha esaltato la dimensione regionale e consolidato il senso di comunità. Tanta gente ci ha seguito, e ci segue, per sapere come comportarsi giorno dopo giorno perché qui, tra ordinanze, divieti e zone colorate, si naviga a vista. Insomma, il pubblico sta di più a casa, ha più bisogno di informazioni, anche spicciole, e usa di più la televisione». Non altrettanto può dirsi del fatturato pubblicitario: «I nostri clienti sono medi e piccoli imprenditori locali, i più colpiti dalla crisi».

La tendenza, generata dal primo lockdown è stata confermata dal secondo. Torino: «È cambiata anche l'utenza. La permanenza forzata tra le mura domestiche, la crescita del lavoro da casa hanno mutato anche abitudini, orari, stili di vita, modificando la distribuzione dell'ascolto». Le parole dell'editore di Canale 21 sono confermate innanzitutto dal palinsesto offerto durante le feste appena terminate. 

Video

Il «Non concerto» di Andrea Sannino il 25 dicembre; il «Peppy new year» di Peppe Iodice a Capodanno; il «#Koprifuoco» di Alan De Luca e Lino D'Angiò, dal 23 ottobre a metà dicembre, che ammicca agli scanzonati, intelligenti programmi firmati Arbore; ancora, l'antologia di «Je sto vicino a te», il concerto che ogni marzo Nello Daniele dedica al grande Pino, trasmesso il 4 gennaio nel sesto anniversario della morte del cantautore; gli auguri artistici di Enzo Garramone; lo sport e il rafforzamento dell'offerta informativa, con il vg in onda dalle 6.40, per due ore, ogni mattina, interrotto dalla Messa, sono testimonianze palesi di un forte impegno produttivo.

In realtà, Canale 21 aveva cominciato già molto prima di Natale. Torino: «Penso al Premio Carosone del centenario, quest'estate all'Arena flegrea, con Arbore, Bollani, Biondi, Stash, la Laurito... E al teatro. Una delle prime telefonate, mesi fa, la ricevetti dalla vedova di Luigi De Filippo, Laura Tibaldi. Lei è stata la prima a mettere a disposizione le commedie del marito. Così, a Pasqua abbiamo trasmesso Miseria e nobiltà, replicandola durante le settimane scorse, assieme ad altri titoli: a Natale Un italiano di Napoli e Sinfonia in sal maggiore di Sal Da Vinci, per esempio. Assieme al teatro Totò, abbiamo mandato in onda Hai un amico all'Inps?, di Rosario Verde e Gaetano Liguori; il concerto di Francesca Marini; grazie al Verdi di Salerno, i Canti di Natale e, con la Nuova Orchestra Scarlatti, il concerto di Capodanno».

L'idea di trasmettere teatro ha riscosso successo. Torino: «Siamo in rapporto con molte sale per rendere stabile il progetto. L'idea è di dedicare una serata al teatro napoletano in palinsesto. Ora, per esempio, abbiamo ottenuto la liberatoria per Non complichiamoci la vita, di Gino Rivieccio e Vittorio Marsiglia, che manderemo presto in onda; è un modo per accontentare gli spettatori del teatro che, con quelli del cinema, sono i primi, veri orfani della pandemia». Intanto, il 24 Canale 21 mostrerà in diretta la Messa di saluto del cardinale Sepe e, il 2 febbraio, quella con cui si insedierà il nuovo arcivescovo. E, per i laici, tornerà «#Koprifuoco», più o meno da metà febbraio. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA