Franco Gatti e il figlio morto di overdose, la moglie: «Era in casa, per la prima volta aveva fatto uso di droghe»

Franco Gatti e il figlio morto di overdose, la moglie: «Era in casa, per la prima volta aveva fatto uso di droghe»
Franco Gatti e il figlio morto di overdose, la moglie: «Era in casa, per la prima volta aveva fatto uso di droghe»
Domenica 30 Ottobre 2022, 15:34 - Ultimo agg. 31 Ottobre, 08:41
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È stata ospite di Mara Venier, oggi 30 ottobre 2022, Stefania Picasso, la moglie di Franco Gatti, il "baffo" dei Ricchi e Poveri, scomparso qualche giorno fa. Ha parlato della malattia del marito, la donna, e di come è nato il loro amore e della sua gelosia. Ma poi ha ripercorso tutta la sua vita. Dieci giorni fa l'ultimo addio a Genova tra fiori gialli e tantissime persone. «Sapevo che Franco fosse amato, però non immaginavo così tanto! Era una persona umile, anche in casa», e probabilmente la gente lo amava proprio per questo, per la sua spontaneità. 

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Franco Gatti, la verità sulla morte del figlio Alessio

Franco Gatti e la moglie Stefania sono stati una coppia molto unita e anche nel drammatico momento della morte del figlio Alessio nel 2013 si sono supportati a vicenda. Il ragazzo è deceduto a causa di un eccesso di alcol e droghe assunte in un momento particolare della sua esistenza; Alessio stava vivendo un momento delicato e non si può dire che fosse in uno stato depressivo o comunque mentalmente squilibrato.

«La morte di un figlio è un dolore che strazia il cuore. Qualsiasi genitore darebbe la propria vita, ma questo non serviva purtroppo. Franco ha cercato in tutti i modi di trasformare il suo dolore, come l’ho trasformato io. C’è da dire che io facevo già in tempi non sospetti un percorso specifico e tratto certi argomenti: facevamo convegni in giro per l’Italia sulla vita oltre la vita per dare una speranza a quei genitori che non riuscivano a elaborare un lutto così pesante. Questo devo dire che Franco l’ha recepito e per me è stato il regalo più bello: un giorno l’ho visto arrivare e partecipare a un mio convegno, salendo sul palco». Stefania ha la parola spezzata dalle lacrime.

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Il messaggio premonitore

Stefania, riservatissima sui social, dopo la morte di Alessio ha iniziato a occuparsi dell’associazione Oltre l’Orizzonte e si è interessata alla medianità e alla metapsichica al fine di stabilire un contatto con lui nell’aldilà. «Mi era arrivato un segnale che mio figlio sarebbe morto. Mi era arrivato due settimane prima che Alessio lasciasse il suo corpo, mi era arrivato un messaggio da parte di mia sorella che ci ha lasciato all'età di 30 anni. La morte di un figlio è straziante. Se si continua a vivere è solo perché ci sono loro che ci aiutano, altrimenti una mamma un genitore non potrebbe mai sopravvivere. Loro ci danno una mano a farlo, Franco è migliorato dopo questo evento. Ha migliorato la sua vita, era cambiato aveva dei valori diversi molto più profondi».

 

E il cantante non sparirà mai dal cuore di Stefania. «Franco non è morto a causa del suicidio del figlio Franco aveva delle patologie croniche, ha lasciato il gruppo dei Ricchi e Poveri perchè non ce la faceva più per la sua salute. Due anni fa ha avuto il Covid e da allora non si è mai più ripreso».

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Il tragico momento

Poi il racconto di quel tragico momento quando a 22 anni Alessio si è tolto la vita: «Lui è il mio angelo. Si sono tirate fuori delle cose allucinanti: hanno fatto apparire mio figlio come un alcolizzato, un tossicodipendente e non lo era assolutamente. Ci tengo a dire questo. Proprio perché non lo era, l'unica volta che ha fatto uso di droga, ha fatto una cavolata. Ecco come è morto mio figlio: era solo a casa, gli avevo detto di venire a Sanremo con noi. Ma lui doveva finire un lavoro così mi aveva detto (lavorava in borsa, nonostante avesse solo 22 anni). Un medico che ho assunto mi ha detto che ha avuto immediatamente un infarto da overdose. Ma non essendo un tossicodipendente (questo non lo dico io lo hanno detto i medici) non lo ha saputo dosare. È stato terribile. Noi eravamo a Sanremo al mattino, la signora che veniva a casa mia non è riuscita ad entrare perchè Alessio aveva chiuso la casa». Il dolore per la morte del figlio è stato precedentemente descritto anche da Gatti con queste parole: «È contro natura che un figlio di 22 anni sia morto quando un padre di 70, pieno di acciacchi, è ancora vivo. Cerco di tener dentro il mio dolore, ma sono disperato, disperato. Lo so, lo spettacolo deve andare avanti anche con la morte nel cuore, ma ditemi voi: come faccio? Ho detto agli altri due di andare senza di me, per rispetto per il pubblico che ci ha amato e ci ama, ma anche loro si sono rifiutati». E ora Franco si è riunito al suo Alessio.

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