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«Le fate ignoranti» di Ferzan Ozpetek tornano dopo vent'anni: «Gruppo di resistenza umana»

Sabato 9 Aprile 2022 di Titta Fiore
«Le fate ignoranti» di Ferzan Ozpetek tornano dopo vent'anni: «Gruppo di resistenza umana»

Le grandi tavolate in terrazza, gli intrecci sentimentali, gli amori vissuti e gli amori nascosti. La scoperta, la ribellione e la libertà. Dopo vent'anni tornano «Le fate ignoranti» di Ferzan Ozpetek, un film di culto che contribuì a cambiare lo sguardo della società. Ora quella storia accolta da un successo sorprendente affronta la sfida della serialità, otto puntate disponibili dal 13 aprile su Disney+ in contemporanea in più di settanta Paesi (con il titolo «The ignorant angels»). Racconta il regista: «L'idea è stata della produttrice Tilde Corsi e all'inizio non ero convinto dell'operazione. Poi, con il mio storico sceneggiatore Gianni Romoli, abbiamo pensato che la serie ci avrebbe permesso di approfondire gli aspetti appena accennati nel film, dando respiro a tutto il mondo che si muove intorno alle storie dei protagonisti». La struttura centrale resta intatta: quando Massimo muore in un incidente, sua moglie Antonia scopre che il marito viveva un amore segreto con un giovane uomo, Michele. Sconvolta, lo cerca e a poco a poco entra a far parte della sua famiglia allargata, condividendo l'amicizia di quel gruppo eccentrico, accogliente e inclusivo. Tra loro riscoprirà se stessa e si aprirà, forse, a nuovi sentimenti.

Nei panni di Massimo c'è Luca Argentero con il suo sorriso incantatore, in quelli di Michele Eduardo Scarpetta, che Ozpetek ha voluto fortemente tra molti candidati, «perché aveva qualcosa di più forte, di intrigante», mentre la moglie, nel film Margherita Buy, qui è interpretata da Cristiana Capotondi. Intorno a loro un cast di prim'ordine, «attori tutti meravigliosi», da Ambra Angiolini a Anna Ferzetti, da Carla Signoris a Paola Minaccioni, Edoardo Purgatori, Filippo Scicchitano, Serra Yilmaz, Burak Deniz (il regista: «è l'unico divo internazionale»), Edoardo Siravo, Samuel Garofalo, Lilith Primavera, e con Elena Sofia Ricci e Milena Vukotic in due cammei. In vent'anni è cambiato il mondo: è stato difficile serializzare la storia del film? «Allora eravamo più gioiosi e liberi, non c'era ancora stato l'attentato alle Torri Gemelle, si respirava un'aria diversa, il passaggio del secolo era anche il simbolo di un rinnovamento possibile. Oggi noi adulti siamo diventati più bacchettoni e chiusi, non so perché, ma è accaduto. I giovani, invece, hanno un'altra testa, guardano le cose senza pregiudizi e i politici dovrebbero prestare loro più attenzione» dicono il regista e Gianni Romoli: «Nel film il punto di vista era quello di Antonia di fronte alla diversità, ora raccontiamo un mondo di uguali in una società più chiusa, il gruppo dei protagonisti diventa un avamposto di resistenza umana». La Disney ha appena annunciato nuovi standard di inclusione per le comunità sottorappresentate, che ne pensa il regista? «Ho sempre parlato della vita in tutte le sue sfaccettature, mi piace mischiare le carte. Per noi è stato importante che la Disney non abbia visto nei personaggi la rappresentazione della comunità Lgbtq, ma persone, siamo tutti uguali e diversi, le definizioni non hanno senso. Quando mi chiedevano perché ci fossero tanti personaggi omosessuali nei miei film, rispondevo: Non sono io a metterli, sono gli altri che li tolgono. Ecco, la Disney non li toglie».

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E se per Cristiana Capotondi il dolore di Antonia è la scoperta di un mondo, di una vita parallela, dietro il tradimento, «anche se il mio personaggio è più furbo e malandrino di quello della Buy, dalla quale ho raccolto con gioia il testimone», per Eduardo Scarpetta il bello della serie è la libertà di sperimentare: «In un film hai una scena per esprimere un'emozione, qui un intero episodio, e poi con Ozpetek le cose cambiano continuamente, la sceneggiatura diventa viva». Serra Yilmaz c'era già nel vecchio cast: «Ferzan ha saputo dare al progetto un tocco nuovo e sorprendente, alla fine ha sempre ragione lui». Ancora una volta, è la voce di Mina, con «Buttare l'amore», ad accompagnare le immagini più emozionanti. «Abbiamo un rapporto straordinario e ci scambiamo messaggi che conservo gelosamente nel telefonino, con il terrore di perderli» spiega il regista. «Le ho fatto vedere spezzoni della serie di nascosto e lei mi ha regalato la canzone, a patto che girassi il videoclip. Per me Mina è una meravigliosa strega capace di intuizioni bellissime, dà giudizi che vanno al cuore delle cose». 

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