Massimo Cannoletta: «Ho due case piene di libri. La divulgazione? Grazie ai miei nipoti»

Mercoledì 20 Gennaio 2021
Massimo Cannoletta: «Ho due case piene di libri. La divulgazione? Grazie ai miei nipoti»

Il "Google vivente" Massimo Cannoletta è stato recentemente intervistato dal sito Il Libraio.it. Il pluricampione della trasmissione L'Eredità, condotta da Flavio Insinna su Rai Uno, si è messo a nudo svelando i suoi lati nascosti e le sue impressioni a proposito del programma. Un programma dove ha dominato per quasi due mesi, vincendo ben 8 ghigliottine delle 33 disputate. Un vero record che ha permesso al campione leccese di registrare un primato assoluto, con 280.000 euro vinti per tutta la durata della sua partecipazione.

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L'intervista

«Flavio, devo andare a fare il presepe»: così il 46enne - originario del Salento - annunciava a Flavio Insinna che lasciava L'Eredità. Una decisione sofferta ma pensata, che è arrivata dopo un duraturo successo che il leccese non avrebbe mai immaginato: «Avevo solo deciso che quel giorno avrei lasciato, ma non avevo avvisato nessuno. Ero reduce da due mesi a Roma da solo, dove la mia vita era: albergo, studi televisivi, albergo. Quando sono arrivato in gara, il primo novembre, mi ero preparato un discorso d’addio perché ero convinto di uscire alla seconda o al massimo alla terza puntata». Poi Cannoletta ha continuato: «Sì. Poi l’avventura è andata avanti per quasi due mesi, ho fatto amicizia con tutti, mi sono affezionato agli autori e a Flavio Insinna. Così, quando è arrivato il momento di andarmene, il 23 dicembre, mi sembrava brutto liquidare tutto con parole di circostanza. Ho guardato Flavio negli occhi, non volevo dire "mi ritiro e me ne vado", e così ho scelto una formula più soft che mi è venuta spontanea in quel momento. Congedarmi mi è costato molto affettivamente, ma ero un po’ stanco».

La gara

Simpatico, talentuoso e umile: a L'Eredità Cannoletta ha trovato «un bellissimo ambiente», reso accogliente dallo stesso conduttore Flavio Insinna. «È un conduttore intelligente e una persona molto disponibile. Conoscendo la mia grande passione per la divulgazione, durante il gioco mi ha consentito di raccontare in trenta secondi alcune microstorie e curiosità», ha rivelato il campione leccese. Che, nonostante si trattasse di una gara in diretta Tv, è sempre sembrato a suo agio e per nulla nervoso. Una tranquillità che poi si è rivelata anche la chiave delle sue vittorie: «Sono la persona meno competitiva della terra, odio la competizione, a scuola passavo i compiti a tutti. L’ho preso come un divertimento, solo così si va avanti. Ho visto concorrenti che arrivavano gasatissimi e con un forte spirito competitivo, che gli causava grande nervosismo, e che cadevano su domande banalissime. La voglia di vincere, spesso, gioca brutti scherzi», ha spiegato nell'intervista.

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Chi è Massimo Cannoletta

Poi Cannoletta ha svelato le sue "armi segrete": proveniente dal Liceo Classico «Giuseppe Palmieri» di Lecce, l'ex campione de l'Eredità si laurea in Scienze Politiche all’Università di Bari nel 1998. In seguito sviluppa la passione per la divulgazione culturale, grazie «ai miei nipoti, Giacomo e Laura, che oggi hanno rispettivamente 26 e 24 anni. «Accumulatore seriale» di libri - ne ha ben «due case piene» - Massimo Cannoletta è riuscito a emergere senza alcuna difficoltà nel programma di Flavio Insinna. Tra i suoi autori e divulgatori preferiti ci sono Piero e Alberto Angela, il professor Barbero, Piergiorgio Odifreddi, anche se i temi scientifici non sono nelle mie corde, Margherita Hack, Corrado Augias, Paolo Mieli e il «grande» Philippe Daverio che «ha scritto libri fantastici e aveva un atteggiamento edonistico verso la vita molto simile al mio».

Ultimo aggiornamento: 18:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA