Addio a Luigi Necco, l'ultimo saluto di Teo Teocoli: «Ti riporterò la giacca azzurra»

Martedì 13 Marzo 2018
«Caro Luigi, mi mancherai. Ti faccio una promessa, ti riporterò la giacca azzurra». Teo Teocoli ricorda così Luigi Necco, storico volto di 90° minuto al quale il popolare imitatore si ispirò per uno dei suoi personaggi più noti: Felice Caccamo. Oltre alla capigliatura fulva, gli occhialoni anni '60, era proprio quella giacca azzurra troppo stretta, abbinata alla cravatta con il Golfo di Napoli, a rendere inconfondibile il giornalista napoletano apparso per la prima volta a Paperissima nel '90 e poi divenuto volto storico di Mai dire gol.

«I miti di Caccamo erano, oltre a Necco, Giuseppe Bruscolotti e Bruno Pesaola, tutti personaggi che hanno fatto la storia del calcio a Napoli - sottolinea Teocoli in un'intervista con l'Ansa -. Luigi è stato il primo a raccontare lo sport in un modo diverso, alla sua maniera. In quegli anni erano tutti molto seri, mentre lui suscitava simpatia. Era sempre pronto alla battuta, per questo a Napoli lo amavano. Resterà nell'immaginario collettivo l'immagine dei bambini che gli correvano dietro, l'immagine della felicità».

«Eravamo amici - ricorda lo showman -. Era venuto a vedermi un paio di volte a teatro. Io gli dicevo: siamo due vecchi napoletani. Io sono milanese, ma ho avuto sempre una passione per Napoli». «Ricordo che una volta ci siamo incontrati a Taormina - aggiunge -. Io avevo uno spettacolo a teatro e prima della serata ero andato al ristorante. Lui venne lì in costume e mi disse: ma come non hai la giacca azzurra? Guarda che mi devi pagare le royalties per quella giacca... Ci stanno i biglietti per stasera? Era la spontaneità e la simpatia personificata».



Teocoli ricorda con affetto il calore che riceveva ogni volta che andava a Napoli. «Avevo tanti amici, come Luigi Merola mi chiamava e mi diceva: vieni subito a casa mia, passa da qua e poi vai a fare le prove - rivela -. Nello spettacolo Teo in the box ritraevo proprio questo ambiente: in una mattina ero costretto a bere quattro caffè, mangiare quattro babà, andare a tagliarmi i capelli da un barbiere che me lo chiedeva. Recentemente ho incontrato una signora a Napoli che mi ha salutato e mi ha detto: eh però, sì fatto vicchiariello!. Quello che amo di Napoli è la genuinità».

Teocoli richiama anche alla mente una puntata di Tale e Quale Show di un paio d'anni fa nella quale Claudio Lippi diede la notizia che Luigi Necco era morto. «Io non ne sapevo nulla - ricorda -. Lo disse in diretta. Ero un po' imbarazzato. Dissi che mi dispiaceva, ma lasciai correre la cosa. Poi alla fine della puntata lui mi chiamò: ma quale morto? Sono vivo e sono a casa. Digli a chillo che ha fatto 'na figura e.... Forse quella volta gli abbiamo allungato la vita». © RIPRODUZIONE RISERVATA