Netflix, 56K è già cult ma il baby attore Egidio Mercurio: «Non immagino la mia vita senza telefonino»

Domenica 11 Luglio 2021 di Nunzia Marciano
In foto Egidio Mercurio con Fabio Balsamo

Egidio Mercurio, 11 anni e già un ruolo importante in quello che può essere definito il nuovo modo di fare "cinema", per così dire: il giovanissimo talento originario di Angri, interpreta, infatti, uno dei personaggi della nuova (e già di successo) serie Netflix "56K", prodotta da Cattleya in collaborazione con The Jackal. La serie, il cui nome si ispira alla misteriosa scatolina del modem 56K, racconta dei ragazzi Anni 90, quando tutto era reale, e non c'erano schermi virtuali a filtrare la vita. Mercurio interpreta ruolo di Sandro che nella versione adulta è intepretato da Fabio Balsamo. 

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Quando inizia la tua passione per la recitazione?
«Fin da piccolo; in famiglia. Mio nonno organizzava, a livello amatoriale, rappresentazioni teatrali di commedie di Eduardo e mio zio è un autore e attore teatrale. Vedendo i loro spettacoli, sentivo l’emozione del palcoscenico e così, ho chiesto ai miei genitori di studiare recitazione. Avevo sei anni quando mi sono iscritto a “la Ribalta” di Marianna De Martino, scuola di recitazione di Castellammare di Stabia».  

Una passione quella per la recitazione che diventa oggi il ruolo (il primo importante per te) di una serie Tv: come sei arrivato al ruolo in 56k? E come ti sei trovato sul set?
«Ho sostenuto diversi provini, sia da solo che in gruppo con gli altri possibili giovani attori. Ad ottobre Cattleya ha comunicato alla titolare della mia scuola che è anche la mia agente che ero stato scelto per il ruolo di Sandro. Sul set, nonostante fosse la mia prima esperienza, mi sono trovato subito a mio agio. La prima bella sorpresa è stata scoprire che gli altri giovani attori erano i ragazzi con cui più avevo legato durante i provini. Abbiamo subito fatto squadra e siamo stati molto affiatati, come se ci conoscessimo da una vita. I registi Francesco Ebbasta ed Alessio Maria Federici sono stati molto   bravi nel guidarci e ci hanno messo a nostro agio. Anche quando le scene non erano facili, loro sono stati con noi pazienti e disponibili. Fabio e Fru dei The Jackal, poi, ci hanno fatto divertire un mondo quando stavamo insieme e osservare Fabio mi ha aiutato molo ad entrare nel personaggio. Lo staff di Cattleya, poi, è stato fantastico; ci è stato vicino in tutto e, alla fine, mi sono sentito a casa». 

Quella raccontata nella serie è una generazione che tu naturalmente non conosci: come pensi si vivesse senza tutto ciò che c’è oggi, telefonino, internet e social?
«Questa serie mi ha fatto scoprire un modo di vivere del tutto diverso da quello di oggi. Io, per esempio, non riesco neanche ad immaginare la mia vita senza telefonino o pc. Penso che la nostra generazione abbia più possibilità grazie alla tecnologia. Però penso anche che la generazione 56k vivesse in modo più semplice, con più libertà di giocare all’aperto e vivere le amicizie in modo diretto». 

Si parla già di una seconda serie… Anticipazioni?
«La serie sta avendo successo e ne sono felice. Il resto è ancora top secret. Certo sarei felicissimo di lavorare ancora con il gruppo affiatato che si è creato». 

Pensi che sarà questa la tua strada, quella di attore?
«Chissà. Interpretare Sandro che è un personaggio molto diverso da me per il suo carattere forte e da leader mi ha insegnato molto ed è stata una bella prova. Recitare mi emozione e potrebbe essere la mia strada. Vedremo…» 

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