Lady Bongiorno: «Al Paese oggi manca l'allegria di Mike»

Sabato 7 Settembre 2019 di Francesca Bellino
A dieci anni dalla scomparsa di Mike Bongiorno, la moglie Daniela Zuccoli vuole unire tutto: famiglia, amici, reti televisive, pubblici. «Io e i miei figli sentiamo tanto amore intorno a noi e vogliamo restituirlo e, anche se non ci piace apparire, siamo felici di ricordare Mike in tv» spiega la signora Bongiorno che stasera sarà ospite insieme al figlio minore Leonardo dello speciale di «Porta a porta» dal titolo «Allegria allegria allegria», in onda su Raiuno alle 22.55, in cui sono previsti collegamenti con gli studi di Canale 5 dove Gerry Scotti sarà in compagnia degli altri figli del re dei quiz, Michelino e Nicolò. L'altro ieri, a ricordare il marito, è stato Maurizio Costanzo su Canale 5.

Daniela Zuccoli, è stata lei a proporre a Rai e Mediaset un ricordo di suo marito che valorizzasse la sua storia di uomo e non virasse verso il varietà?
«Sì, trovo che i varietà celebrativi siano tristi, voglio che Mike non sia ricordato solo come presentatore di quiz, ma come un uomo che ha fatto un po' di storia d'Italia. Ha avvicinato Nord e Sud e ha unificato la lingua italiana, proprio lui che veniva dagli Stati Uniti. Ho incontrato i vertici Rai e Mediaset. Ho chiamato un po' di amici, tra i quali Vincenzo Mollica e Fiorello che hanno realizzato lo speciale Allegria per Raiuno e ho chiesto alla Rai di mettere a disposizione un numero per una raccolta di fondi di beneficenza per la Fondazione Mike Bongiorno. Daremo borse di studio a giovani meritevoli».

 

Che valori ha lasciato Mike?
«È stato un grande esempio di onestà, professionalità e voglia di vivere. L'essersi trovato durante la seconda guerra mondiale nei campi di concentramento, catturato dai nazisti, gli ha fatto amare di più la vita. Era prudente e al contempo non aveva paura di niente e trovava sempre il bello della vita».
Ma qualcuno l'ha dimenticato?
«In tanti gli hanno voluto bene. A Mediaset gli hanno intitolato uno studio e a Milano una strada. Nella vita ha sempre unito e ora proviamo anche noi a unire i pezzi del suo mondo».
Che marito è stato Mike?
«Un gentiluomo d'altri tempi, generoso e tenero. Io sono cresciuta con lui e con lui non mi sono mai annoiata. Abbiamo avuto una vita fortunata e sono grata di essere stata sua moglie per quarant'anni. Ancora oggi gli parlo tutti i giorni».
Che donna era quando vi siete conosciuti?
«Ero una ragazzina ribelle con la minigonna. Avevo 21 anni. Avevo studiato al liceo tedesco e avevo amici impegnati politicamente. Amavo seguire le mode e partecipare alle manifestazioni del '68. Ero libera ma tradizionalista. Credo che lui mi abbia intercettato, come faceva con i concorrenti dei quiz: aveva intuito che potevo diventare una donna forte e una brava compagna. Anche le nostre famiglie si conoscevano. Mia nonna andava a Torino con la sua mamma dal modista per compare i cappelli».
Una volta ha detto che non era gelosa delle donne con cui lavorava, ma del suo tempo. Che momenti passavate insieme?
«Il tempo delle vacanze. Abbiamo fatto insieme tanti viaggi in America. Gli piaceva farci vedere la casa dov'era nato e dove aveva vissuto, i parchi e i laghi che adorava. Ne era orgoglioso».
E quello dello sport?
«Pure. Lui amava sciare e parte del nostro amore si è consolidato proprio sugli sci. Diceva che ero brava negli slalom. E condividevamo i pasti in casa, soprattutto la colazione. Mi chiedeva di imburrargli il pane. La notte lo vedevamo meno. Anche se non era in onda, lavorava di sera».
Ricorda il momento in cui dalla Rai passò a Mediaset?
«Fu folgorato sulla via di Berlusconi. Trovò nel suo mondo forse qualcosa di americano che gli ricordava i suoi inizi».
Però poi ne è stato deluso?
«Per tanti anni hanno collaborato bene e sono stati amici. Silvio è stato anche il padrino di battesimo di Leonardo. Poi sì, alla fine ci sono state delle incomprensioni. A 85 anni, prima di morire, aveva un contratto con Sky per iniziare una nuova avventura con Fiorello».
Che rapporto ha avuto con Fiorello? Compagno di gioco o un altro figlio?
«Compagno di gioco. Si divertivano: si prendevano in giro».
Con i figli Mike riusciva a giocare o si poneva come un anziano maestro?
«Giocava e insegnava. Ci teneva a trasferire i valori dello studio, del rispetto delle regole. Una volta si arrabbiò molto perché uno di loro non aveva pagato il biglietto del tram».
Leggeva storie ai figli?
«Preferiva raccontare la sua infanzia e la storia del padre, un grande avvocato di New York che per lui è stato un mito».
Sognava una figlia femmina?
«Sì, ma poi è arrivato Leonardo».
In casa era come sullo schermo: serio e scherzoso?
«Né serio né scherzoso, ma tutte e due le cose insieme. Qualche volta poteva essere anche antipatico, ma solo qualche volta».
Come avrebbe giudicato la tv di oggi?
«Non gli sarebbe piaciuta, come il degrado del nostro bel Paese».
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