Presentare gli Oscar, il compito più pericoloso di Hollywood

Oprah Winfrey
di Anna Guaita

NEW YORK – Di solito ne conosceremmo già il nome. Ma quest’anno siamo già a dicembre e nessuno sa ancora chi presenterà gli Oscar, la sera di domenica 24 febbraio. Il fatto è strano, considerato quanto lunga è la preparazione per quella complicata sera che richiede settimane di lavoro, di prove e di cambiamenti. E la rivista Hollywood Reporter ha una teoria: il silenzio non è dovuto a misteriosi negoziati in segreto, ma al fatto che in realtà nessuno vuole farsi carico di una simile responsabilità.

I nomi più famosi, che di sicuro attirerebbero un grande pubblico, hanno già fatto sapere di non essere interessati a un impegno che paga troppo poco per un lavoro di simile portata. Oprah Winfrey, Justin Timberlake, Jerry Seinfeld hanno “altro da fare”. Alcuni nomi di sicuro successo, sono troppo polemici (e gli Oscar hanno un sacrosanta paura di creare scandalo o polemiche), come i comici specializzati in satira politica Bill Maher o John Oliver, o le dissacranti Samantha Bee e Sarah Silverman. E altri ancora sono già passati per quelle “forche caudine” e non ci vogliono riprovare, come Jimmy Kimmel, Ellen DeGeneres, Jon Stewart e Chris Rock.


Una volta, i presentatori duravano anni e anni. Bob Hope detiene il record con 19 serate Oscar. Billy Crystal ne presentò 9, e Johnny Carson 5. Oggi però presentare la serata del premio non è più come una volta, quando c’erano solo pochi canali, e la serata era un must. La concorrenza è varia, e non tanti spettatori hanno quattro ore e passa da spendere davanti alla tv. Oggi infatti molti protestano per la lungaggine della festa, e per il divario fra i film premiati e quelli di cassetta che il pubblico ama e va a vedere.

L’anno scorso, Jimmy Kimmel fece un dignitoso lavoro di presentatore, eppure la audience crollò del 19 per cento, contando solo 25 milioni e mezzo di pubblico. Il trend in discesa comunque va avanti da anni. C’è stato solo un picco favorevole nel 2014, quando Ellen DeGeneres presentò la serata e più di 44 milioni di spettatori si sintonizzarono.

Quest’anno, il produttore dell’appuntamento, Donna Gigliotti, ha stabilito che non si potranno superare le tre ore. La serata è stata poi anticipata al 24 febbraio. Ma l’idea di includere un altro premio, per il film “più popolare” è saltata, almeno per quest’anno. Fortunatamente, ci sono candidati alla nomination che sono stati sia successo di critica che di pubblico, come “Black Panther” e “A star is born” che potrebbe fruttare una nomination a Lady Gaga.

Ma intanto sui giornali e i siti Usa è scoppiata la gara a chi indovina: chi sarà il presentatore? Chi avrà il coraggio di assumersi quello che Hollywood Reporter definisce “l’incarico più pericoloso dello show business”? GoldDerby, un sito che segue i trend hollywoodiani elenca fra gli altri gli attori Will Farrell, Ricky Gervais, Queen Latifah, e Kevin Hart fra i favoriti. Ma sono favoriti dal pubblico. Cosa ne pensino loro non si sa.


                                                                                                                                                                                           

 

 
Martedì 4 Dicembre 2018, 19:26 - Ultimo aggiornamento: 04-12-2018 22:52
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