“Storie italiane”, Tullio De Piscopo e la malattia: «Volevo andare in Svizzera per l’eutanasia. Quel rosario di Pino Daniele...»

Tullio De Piscopo, il grande batterista racconta la sua vita: l'infanzia in famiglia, la carriera e gli amici che gli sono stati vicino

Giovedì 23 Settembre 2021 di Danilo Barbagallo
A "Storie italiane" di Serena Bortone ospite Tullio De Piscopo

A “Storie italiane”, programma condotto da Serena Bortone su Rai1 ospite il leggendario musicista Tullio De Piscopo. Il batterista ha parlato della sua carriera e della sua infanzia, della scomaprsa del fratello e della sua malattia: «Avevo deciso di andare in Svizzera per l’eutanasia. Quel rosario che mi ha regalato Pino Daniele…”.

 

 

 

 Tullio De Piscopo ospite a "Storie italiane",

 

 

A “Storie italiane”, programma condotto da Serena Bortone su Rai1 ospite il leggendario musicista Tullio De Piscopo. Tullio De Piscopo è stato accolto in studio con il sottofondo di uno dei suoi successi “Andamento lento”, che lui ha ribattezzato “Andamento lento fortunato”: «Mi ha dato la possibilità - ha raccontato - di comprare la casa a tutta la mia famiglia, che la meritava… con 4 bagni! Nella casa a porta Capuana non c’erano, ma da bambino fantasticavo, e ho realizzato il mio sogno».

Tullio De Piscopo è diventato batterista come il padre: «Mio padre era un genio della batteria e io da piccolo ho assistito al suo pianto. Ero nascosto sotto al tavolo, lui davanti a uno specchietto si guardava e piangeva. Piangeva perché a 42 anni l’avevano fatto fuori, aveva detto che era troppo vecchio per suonare la batteria. Ha dovuto ricominciare un altro strumento, scelse lo xilofono ed è diventato un grande in questo».

Ha scoperto che la madre era stata adottata solo da grande: «Mia mamma è cresciuta in un orfanotrofio, l’ho saputo quando ero già grande, a 19 anni. A tavola si avventava sul pane perché quando era nell’istituto era la più piccola e le altre glielo prendevano e la lasciavano sempre senza...».

A segnarlo la scomparsa del fratello Romeo: «Il dolore più grande è stata la morte di Romeo, il mio fratello più grande. Era il 27 agosto del 1957, arrivo a casa e mio fratello si preparava per andare a suonare. E' uscito e non è più tornato, si è accasciato sulla batteria, non si è capito cos’è successo e non abbiamo fatto fare l’autopsia. Tutto quello che ho fatto nella mia vita l’ho fatto per lui, ma lui l’avrebbe fatto meglio. Ci penso tutti i giorni».

Tullio De Piscopo ha poi parlato del cancro che l’ha colpito: «Ho avuto paura di morire, avevo deciso di andare in Svizzera per l’eutanasia. Ho poi ho pensato di non essere pronto, volevo veder crescere i miei nipotini e piano piano ho cominciato a combattere. Pino Daniele mi ha regalato un rosario mi disse vedrai che ti aiuterà… Non ti disperare. Sono molto legato a lui perché con quella visita in ospedale mi ha salvato, assieme alla musica e ai miei nipotini».

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