«Un posto al sole» non cambia né orario né rete

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Giovanni Chianelli
«Un posto al sole» non cambia né orario né rete

Dire che la telenovela è finita è fuori luogo ma le notizie sono buone: «Un posto al sole» dovrebbe restare sulla sua rete, Raitre, e al suo orario, le 20.40. Oggi a Roma si tiene il cda Rai con il nuovo amministratore delegato, Carlo Fuortes: secondo le indiscrezioni il vertice dovrebbe confermare l'abituale collocazione nel palinsesto della soap opera più longeva d'Italia.

La settimana scorsa, alla vigilia dei 25 anni di programmazione, era girata la voce che «Upas», acronimo caro ai fans, potesse essere costretto a traslocare al pomeriggio, o nel preserale, o su un altro canale, per far spazio a una striscia di informazione condotta da Lucia Annunziata. Scatenando le ire degli appassionati che si sono sfogati sui social, ma anche degli intellettuali partenopei, che hanno firmato un appello in difesa del daily drama made in Naples, pubblicato su queste pagime. 

Due giorni fa la vicenda è arrivata addirittura in parlamento. Il deputato Luigi Iovino ha presentato un'interrogazione al presidente del consiglio Mario Draghi: «Un'eventuale crisi della fiction rischierebbe di assestare un colpo fatale agli studi Rai di viale Marconi», teme il politico 5 Stelle, «Senza dimenticare quanto, in termini di immagine, Un posto al sole impatti da anni positivamente sull'indotto locale, rilanciando il prodotto Napoli dal punto di vista turistico». 

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Ma sul banco degli imputati la Annunziata non ha nessuna voglia di starci. L'affidamento dello slot delle 20.40 alla conduttrice di «Mezz'ora» era stato ipotizzato per contrastare lo share di Lilli Gruber e della sua trasmissione, «Otto e mezzo», su La7. Ieri, in un'intervista a «Il Fatto Quotidiano», la giornalista salernitana ha inviato messaggi distensivi: «L'azienda sta studiando se è possibile avere un programma di informazione nell'orario dell'access e non è una cosa semplice. Un posto al sole sarà spostato? Se trovano una soluzione è meglio: io poi, che sono campana, ci tengo. La Rai non si vuole privare di una soap così importante» ha dichiarato, e poi ha fatto riferimento a una polemica con Gianni Minoli: «Gli voglio bene, non voglio litigare con lui». Chiusa la polemica innescata da sue parole su questo giornale, l'ideatore di «Mixer», che aveva creato nel 1996 «Upas», crede sia da escludere il rischio che la soap venga spostata: «Credo che siamo fuori pericolo: il buonsenso ha prevalso». Quale buonsenso? «Non distruggere, nei fatti, un blocco che va da Geo a Upas in funzione di un azzardo». 

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