Alex Schwazer, il no della Svizzera
alla sospensione della squalifica

Venerdì 14 Maggio 2021
Alex Schwazer, il no del tribunale svizzero alla sospensione della squalifica: addio ai Giochi di Tokyo

Tramonta definitivamente per Alex Schwazer la possibilità di partecipare ai Giochi di Tokyo. Il tribunale federale svizzero, oggi, ha infatti respinto il ricorso presentato dal marciatore altoatesino per arrivare in extremis a una sospensione della sua squalifica per doping. «È davvero un peccato  - ha commentato all'Ansa il suo legale Gerhard Brandstaetter - perché Alex era in una forma eccellente. Alex ormai ha 36 anni e in questi anni si è fatto le ossa. Si è definitivamente reso conto che esiste un mondo chiuso che è compatto contro di lui». Brandstaetter si è detto amareggiato da Tas, Wada e World Atletics che «dovrebbero essere super partes». Niente da fare, quindi, per riaprire il processo sportivo e la sospensiva della squalifica di 8 anni comminata dal Tas nell'agosto 2016 durante le Olimpiadi di Rio.

La proroga

La decisione arriva nonostante i numerosi tentativi dell'azzurro. Solo quattro giorni fa l'Agenzia mondiale antidoping (Wada) e World Athletics (Federazione internazionale di atletica leggera) avevano ottenuto dal Tribunale Federale svizzero di Losanna una proroga di un mese dal 7 maggio al 7 giugno, per entrare nel merito sulla richiesta di sospensione della squalifica richiesta dal marciatore altoatesino.

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Le reazioni

Sandro Donati - l'allenatore di Alex Schwazer - ha commentato il no della corte dichiarando che «Abbiamo ricevuto la notizia prima tramite un sito - ha rivelato all'Adnkronos - che si è distinto in questi anni, senza attacchi, e solo dopo ufficialmente tramite l'avvocato. Noi avevamo chiesto entro la scadenza del 6 maggio una risposta rispetto alla sospensiva e la data è stata ignorata. L'11 maggio abbiamo dovuto chiedere con una lettera un sollecito: una mancanza di rispetto assoluta. Poi la risposta che arriva prima su un sito e viene appresa formalmente solo dopo», così Donati. 

 

Nonostante le proteste, però, in una nota la Wada si è detta soddisfatta della decisione: «L'Agenzia mondiale antidoping - si legge - accoglie favorevolmente la decisione odierna del Tribunale Federale Svizzero che rigetta la richiesta del corridore italiano Alex Schwazer di ottenere una sospensione del lodo arbitrale del luglio 2016 del Tribunale Arbitrale dello Sport che lo ha squalificato per otto anni per l'assunzione di testosterone sintetico, una sostanza vietata dalla normativa Antidoping», così la Wada. Alla luce delle domande che la Wada ha ricevuto dai media e da altre parti interessate riguardo a questo caso, l'Agenzia riconferma la sua posizione su tale argomento rifacendosi alla dettagliata dichiarazione rilasciata lo scorso 22 aprile.

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Ultimo aggiornamento: 21:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA