Federer si ritira, l'addio di Berrettini:
«Sei la ragione per cui gioco»

Federer, il commovente saluto di Matteo Berrettini al Re del tennis: «Sei la ragione per cui gioco»
Federer, il commovente saluto di Matteo Berrettini al Re del tennis: «Sei la ragione per cui gioco»
Sabato 24 Settembre 2022, 22:27 - Ultimo agg. 25 Settembre, 09:30
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La Laver Cup 2022 sarà il canto del cigno di Re Roger Federer. Dopo il suo annuncio social del ritiro imminente, uno dei tennisti più forti di tutti i tempi, all'età di 41 anni, appende la racchetta al chiodo. E a Londra sta andando in scena, più che un torneo di tennis tra i vari continenti, il suo addio al rettangolo di gioco. Un evento storico per il mondo dello sport e del tennis che Matteo Berrettini ha la fortuna di vivere da protagonista e il suo saluto a Federer sta emozionando il web. 

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La convocazione all'ultimo

Matteo Berrettini è stato selezionato come riserva del Team Europe in vista della Laver Cup 2022, che terminerà domani, domenica 25 settembre, a Londra. Il romano, numero 15 del ranking, è alla seconda presenza con la formazione europea dopo la vittoria a Boston nel 2021 contro il Resto del mondo. L’azzurro entrerà in campo solo in caso di infortunio o forfait da parte di uno dei titolari. Berrettini è parte integrante del team guidato da Bjorn Borg e che vede un cast stellare: Roger Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic, Andy Murray, Casper Ruud e Stefanos Tsitsipas. E in quest'occasione tutti stanno omaggiando il re del tennis, Roger Federer, con parole colme di gratitudine. Ma il saluto di Matteo Berrettini ha conquistato il web.

Il saluto commovente

«Questa notte non sono riuscito a dormire - racconta un Matteo Berrettini visibilmente commosso -. Ero molto emozionato e gliel'ho detto. Il motivo per cui stavo piangendo, come tutti, è che lui rappresenta il motivo per cui io gioco a tennis», spiega al microfono trattenendo a stento le lacrime. Roger Federer per le nuove generazioni del tennis è una leggenda. E per Matteo Berrettini è stato l'idolo che tutti i bambini hanno come punto di riferimento. «Lui probabilmente questo non lo sa, ma una volta ho provato a intrufolarmi sul centrale quando giocava a Roma dato che non avevo il biglietto. Lui era il mio idolo, lui è stata una fonte di ispirazione non solo per me, ovviamente. Ma per miliardi di persone. Ha fatto tanto per lo sport, per me e in generale e sono davvero felice di essere qui insieme a tutti, ma ovviamente insieme a lui. Sono veramente emozionato, non è semplice».

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