Federica Pellegrini, 12 anni di vittorie per una stella che brilla

Mercoledì 27 Aprile 2016 di Redazione Sport
Federica Pellegrini, 12 anni di vittorie per una stella che brilla
Federica Pellegrini è la stella più luminosa nella storia del nuoto italiano, l'atleta più vincente di sempre con un palmares strabiliante nel quale brilla un titolo olimpico, 4 mondiali e 6 europei in vasca lunga. Oggi è arrivata anche l'investitura da parte del presidente del Coni, Giovanni Malagò in Giunta: sarà la prossima portabandiera azzurra ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016, la quinta donna. La campionessa nasce a Mirano in provincia di Venezia il 5 agosto 1988 e sin da giovanissima prende confidenza con l'acqua e inizia a gareggiare e vincere a soli 6 anni.
 

Nel 2003 conquista il primo titolo italiano assoluto nei 50 stile libero e l'anno dopo esplode conquistando il record italiano nei 200 stile libero e strappando la qualificazione olimpica. Ai Giochi di Atene stupisce conquistando la medaglia d'argento con il tempo di 1'58«22 alle spalle della romena Camelia Potec divenendo a 16 anni e 12 giorni, la più giovane atleta italiana a salire su un podio olimpico individuale.

Ai mondiali di Montreal 2005 sale di nuovo sul secondo gradino del podio alle spalle della francese Solenne Figues ma il tempo di 1'58»73 non la soddisfa e scoppia in lacrime per la delusione. Il 2006 è un anno chiave, dopo il risultato negativo agli Europei di Budapest, dove, complice un problema alla spalla si ferma nelle batterie, decide di abbandonare il suo storico allenatore Max Di Mito e affidarsi alle cura del ct della Nazionale Alberto Castagnetti che diventerà per lei un secondo padre.

Sotto la guida del tecnico veronese vince la medaglia di bronzo nei 200 stile libero ai mondiali di Melbourne 2007, dove in semifinale realizza il suo primo record del mondo in 1'56«47. L'anno successivo conquista il titolo europeo e il primato mondiale in 4'01»53 nei 400 stile libero ad Eindhoven e poi vince i 200 stile libero alle Olimpiadi di Pechino realizzando anche il record del mondo in 1'54''82.

Nel 2009 è l'indiscussa protagonista dei campionati mondiali di Roma, dove conquista i titoli iridati nei 200 e 400 stile libero firmando anche i primati mondiali in 1'52»98 e 3'59«15. Il record dei 200 è tuttora imbattuto mentre quello sulla doppia distanza è stato migliorato nel 2014 dalla statunitense Katie Ledecky. Dopo i trionfi del Foro Italico per la campionessa veneziana arriva la grave perdita del proprio allenatore Castagnetti che muore nel mese di ottobre qualche settimana dopo una delicata operazione al cuore. Al suo posto sceglie Stefano Morini ma con il tecnico livornese il feeling non scatta e alla fine del 2010 i due si separano al termine di una stagione che la vedrà confermarsi campionessa europea dei 200 stile libero.

A gennaio 2011 comincia a lavorare con Philippe Lucas. Il sodalizio con il francese la porterà a confermarsi sul tetto de mondo a Shanghai. In Cina bissa i titoli conquistati due anni prima a Roma nei 200 e 400 stile libero. Pochi giorni dopo la fine dei mondiali cambia nuovamente allenatore, ufficializzando l'accordo con Federico Bonifacenti. Durante la rassegna iridata fa parlare di sé non solo per i risultati, ma anche per le sue vicende sentimentali: in quel periodo infatti, mette fine alla relazione con Luca Marin per una nuova storia con Filippo Magnini.

Il rapporto con Bonifacenti dura pochi mesi perché decide di affidarsi alle cure di Claudio Rossetto, coach storico di Magnini. Ai Giochi di Londra va però incontro alla più grande delusione della carriera chiudendo al 5° posto sia nei 200 che nei 400 stile libero e decidendo di porre fine alla collaborazione con Rossetto e tornare da Lucas.

Il 2013 doveva essere una sorta di anno sabbatico, nel quale gareggiare solo a dorso e nelle staffetta ma ai mondiali di Barcellona decide di gareggiare all'ultimo momento nei 200 stile conquistando un insperato argento alle spalle della statunitense Missy Franklin.

Il 2014 le regala altri due allori continentali agli Europei di Berlino, dove si impone nei 200 stile libero e nella staffetta 4X200 stile libero e anche il definitivo addio al tecnico Lucas per affidarsi al giovane Matteo Giunta, cugino di Magnini.


I dubbi sulle capacità del giovane allenatore marchigiano vengono fugati l'anno successivo dove ai mondiali di Kazan diviene la prima atleta a conquistare una medaglia individuale in 6 edizione iridate consecutive con l'argento negli amati 200 stile libero alle spalle della Ledecky.

L'avvio di 2016 promette bene ai campionati assoluti di Riccione stabilisce il miglior tempo mai nuotato in tessuto nei 100 stile libero con 53«78 e una grande prestazione nei 200 con 1'55»30 (4° crono dell'anno) tempi incoraggianti in vista degli Europei di Londra del prossimo mese e soprattutto delle Olimpiadi di Rio dove punta mettere il punto esclamativo a una carriera sensazionale.
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