Gianluca Picardi alla conquista
del titolo italiano pesi leggeri

Lunedì 5 Aprile 2021 di Diego Scarpitti
Gianluca Picardi

Boxe passione e professione di famiglia. «Sono felice che Gianluca domenica 11 aprile abbia la chance di diventare campione italiano dei pesi leggeri. Credo che la conquista del titolo vacante sia a portata di mano. Spero soltanto che il fattore campo non incida più di tanto, visto l'impegno a Livorno contro Vairo Lenti». Bronzo a Pechino 2008 e detentore del titolo gallo, Vincenzo Picardi confida nelle doti di suo fratello più piccolo di otto anni. «Se Gianluca riesce a portare a casa la vittoria, conferma la (nostra) conoscenza di questa disciplina e mette in evidenza quanto di buono stiamo facendo per la Campania e per il nostro territorio. Sarebbe il modo più adatto per dare lustro a Napoli». Endorsement e tifo alla vigilia della sfida al PalaCosmelli.

 

«Guardando pugili come il messicano Canelo Alvarez e il kazako Gennady Golovkin, il mio sogno da bambino era quello di calcare il ring americano per un mondiale», asserisce il classe 1991, figlio e fratello d’arte. Prima però c’è l’impegno in Toscana. «La mia passione è nata da piccolo, ammirando mio padre e i miei fratelli», racconta orgoglioso Gianluca. «Papà Antonio campione italiano professionista per ben cinque anni di fila e tre volte sfidante al titolo Europeo, sfortunatamente senza mai vincerlo. Vincenzo bronzo ai Giochi olimpici, ai Mondiali, in Coppa del Mondo, due volte ai Campionati dell’Unione europea. Giuseppe, l’altro fratello, ex pugile tre volte campione italiano ed attualmente maestro insieme a mio padre della Picardi Boxe, che ha sede a Casoria dal 1996». E poi l’amore nel perimetro della boxe. «Sono fidanzato con Angela Carini, atleta del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, che punta alle Olimpiadi di Tokyo».

Ha indossato seriamente i guantoni a 12 anni. «Da ragazzino grassottello è nata questa sfida con me stesso, perdendo peso e iniziando a scambiare i primi colpi con i ragazzi che si allenavano in palestra da mio padre. A 13 anni il mio primo match e la mia prima vittoria. Così è iniziata la scalata, con presenze importanti in maglia azzurra». Poi il salto di categoria, alzando l’asticella. «A 23 anni sono diventato professionista con debutto vincente. L’infortunio ai legamenti mi ha tenuto fuori un bel po’, decidendo di smettere. Non ho mollato, non mi sono arreso e dopo tre anni sono rientrato, disputando nove 9 incontr (di cui vinti due per ko) e restando imbattuto».

Il 2021 di Gianluca Picardi inizia nella domenica della Divina Misericordia, l’ottava di Pasqua. «Tocca battermi per il titolo italiano a Livorno contro Vairo Lenti, beniamino di casa. Non sono preoccupato ma abbastanza preparato per affrontare i 10 round insieme a mio padre e ai miei fratelli». Difficile allenarsi in questo periodo. «Con il preparatore atletico Ciro Pirozzolo abbiamo fatto un ottimo lavoro per far non farci trovare impreparati».

Sulla sua pagina Facebook in bella mostra campeggia un verso di «Abbracciame», il noto brano di Andrea Sannino. «Chi nun tene curaggio 'int à vit, nu suonn ò po' sulo perdere». Osare l’impossibile non è impresa titanica. «Spero di portare questa cintura a Napoli per me e per tutte le persone che mi sono state vicine. Poi, passo passo, vedremo dove posso arrivare», conclude fiducioso Gianluca Picardi. Il sogno dispiega la sua forza.  

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