Fase 2, Gianni Maddaloni: «Avanti
con i sogni dei ragazzi di Scampia»

Domenica 31 Maggio 2020 di Diego Scarpitti
Gianni Maddaloni
Lenta ripresa. Procede per gradi il ritorno al tatami. Tarda a decollare la Fase 2 del judo. Corsa a ostacoli tra reticenze comprensibili e difficoltà oggettive. «Pochissimi al momento i bambini che sono rientrati sulla materassina e hanno indossato nuovamente il judogi. Dicasi lo stesso per la danza», lascia trapelare il suo evidente disappunto il maestro Gianni Maddaloni. «Molti ragazzi sono stati condizionati da messaggi ansiogeni durante la pandemia».

Non semplice attivare meccanismi di fiducia. «Gli anziani sono stati i primi a dare l’esempio, in attesa del ritorno dei bambini autistici». Accoglienza e legalità tratti distintivi del percorso Maddaloni. «Lo sport educa il pianeta», il mantra che sintetizza il pensiero del suo tenace assertore. Star Judo Club molto più di una palestra, baluardo di speranza e fucina di campioni. Scampia non solo periferia di Napoli ma centro del mondo, contrassegnata da sprazzi di umanità ritrovata. Dove la funzione sociale è innervata nella dimensione sportiva. «Prosegue la distribuzione dei generi alimentari due volte a settimana. Oltre 200 famiglie vengono a ritirare la spesa. I ragazzi del servizio civile sempre operativi anche durante la pandemia, muniti di mascherine e guanti: hanno preparato i pasti. E poi possibilità di riscatto per i 14 detenuti, divisi tra mattina e pomeriggio, che frequentano il nostro centro sportivo». Già in passato, infatti, o’Maè ha aiutato economicamente ragazzi con genitori in carcere. Impegno ad ampio raggio per il padre dell’olimpionico Pino, oro a Sydney 2000.

Coronavirus e conseguenze. «Pesanti due mesi a casa. La Fase 2 non è ancora partita in maniera ufficiale. La gente ha paura», spiega Maddaloni, che si è industriato anche in un periodo particolarmente complesso. «Ho commissionato test sierologici all’utenza, a mie spese, risorse cospicue destinate ai dispositivi di prevenzione, dispenser e quant’altro. Economicamente tutto è fermo. Non sono ancora arrivati i bonus per i collaboratori sportivi».

Grido di allarme lanciato. Non nasconde di aver sollecitato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il ministro dello sport Vincenzo Spadafora. «Vado avanti, perché sostengo i sogni dei ragazzi e non intendo deluderli», rivendica con forza Maddaloni. «Per il territorio sono sempre pronto a sacrificarmi».

Riscatto e rigenerazione. «I bambini non possono stare a casa. Serve un escamotage per farli uscire: devono abbandonare la pigrizia di questi mesi. Non escludo la possibilità di praticare attività in spazi all’aperto, sia in cortile che nella villa comunale. Gli operatori sono pronti, attendo soltanto le risposte delle scuole del circondario».

Considerazioni. «Se il Napoli scende in campo, e riparte la serie A, vuol dire che l’attività sportiva nella sua interezza può essere svolta a 360 gradi. Non accetterò compromessi. Significa che il judo e tutti gli altri sport saranno certamente autorizzati», sottolinea Maddaloni.

Tempo del coraggio. «Adesso basta. L’aspetto sorpresa non c’è più. Efficace e pioneristica la cura Ascierto, valido e notevole l’impegno dell’ospedale Cotugno, riconosciuto a livello mondiale. Altrove impreparazione nella prevenzione e incompetenza dannosa», conclude Maddaloni.

Star Judo Club sanificata a dovere, alla luce dei protocolli sanitari e delle linee guida prescritte. In tanti hanno espresso concreta vicinanza e reale solidarietà alla solerzia di Gianni Maddaloni: Lincoln Han in rappresentanza della comunità americana, dislocata presso la US Naval Base (donazione di 2020 euro), Amedeo Manzo, presidente della Bcc Napoli, altri imprenditori napoletani che preferiscono l’anonimato. «Amicizia e mutua prosperità», il motto tipico del judo.
 
 
 
 
 
  © RIPRODUZIONE RISERVATA