Henry Anderson, malore improvviso a 31 anni per il giocatore di football americano: «Un ictus, ma voglio tornare a giocare»

«Sono un giocatore di football, è la cosa che so fare meglio»

Henry Anderson, malore improvviso a 31 anni per il giocatore di football americano: «Un ictus, ma voglio tornare a giocare»
Henry Anderson, malore improvviso a 31 anni per il giocatore di football americano: «Un ictus, ma voglio tornare a giocare»
 Niccolò Dainellidi Niccolò Dainelli
Domenica 11 Dicembre 2022, 17:01
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Henry Anderson è un ragazzone di un metro e ottanta per 135 chili di muscoli. Un atleta professionista di 31 anni che mai si sarebbe aspettato di vivere una disavventura cvhe ha spaventato il mondo del Football americano e non solo. Il difensore dei Carolina Panthers, infatti, è l'emblema dello sportivo: tutto casa e allenamenti, ma dal nulla un ictus improvviso lo ha colpito mettendo a serio rischio la sua vita e la sua carriera.  

Lo scorso 22 ottobre, Henry Anderson era a casa quando ha iniziato a sentire le gambe che non rispondevano più ai comandi e i suoi discorsi hanno iniziato a perdere di senso. «È stato un ictus, un coagulo di sangue si è formato nel mio cervello», ha spiegato a Espn. Il giocatore è stato portato d'urgenza in ospedale dove è stato sottoposto a una serie di test. I medici hanno trovato il coagulo e lo hanno mandato in sala operatoria per rimuoverlo. E dopo l'operazione e una degenza di più di un mese, adesso l'estremo difensore dei Panthers è in splendida forma e non vede l'ora di tornare in campo. 

Una disavventura che poteva trasformarsi in tragedia. Fortunatamente per il giocatore che ha tenuto con il fiato sospeso tutti gli appassionati della NFL, a distanza di un mese è in perfetta forma e attende solo il via libera per tornare ad allenarsi e a giocare con la sua squadra. «Sono stato abbastanza fortunato a evitare qualcosa di serio», ha dichiarato a Fox News aggiungendo: «Voglio dire, mi sento benissimo.

Come ho detto, non è come un infortunio a un ginocchio o a una spalla o qualcosa che devi riabilitare e recuperare la forza e tutto il resto. Era solo qualcosa di anomalo nel mio cervello che, una volta tolto, mi ha portato a tornare alla normalità». 

«Sono un giocatore di football, è la cosa che so fare meglio. Adesso attendo solo l'ok dei medici. Voglio tornare il prima possibile sul campo e giocare, perché è la cosa che amo di più. Nella mia carriera ho avuto diversi infortuni e quando stai fuori dal campo è sempre qualcosa di doloroso. Stare lontano dalla squadra è brutto, quindi aspetto con ansia l'autorizzazione perché voglio tornare a giocare con i miei ragazzi». 

I medici non sono stati in grado di determinare da cosa si ascaturito il coagulo di sangue nel cervello di Henry Anderson. L'ictus avrebbe potuto causargli danni fisici permanenti, ma fortunatamente per il giocatore le cose sono andate per il meglio. «Ogni test che abbiamo eseguito è risultato negativo. È stato solo qualcosa in cui sono stato sfortunato, onestamente. Ma nella sfortuna tutto è andato per il meglio», ha aggiunto Anderson.  

Mentre Anderson era ancora in ospedale, una volta diffusa la notizia dell'ictus, è subito partita la polemica sui social. In America, infatti, resta ancora molto accesa la disputa sugli effetti del vaccino anti-Covid, che secondo molti potrebbe essere la causa del possibile incidente capitato al giocatore. Ma Henry Anderson non ha voluto dare delucidazioni sul fatto se sia vaccinato o meno contro il Coronavirus. La stampa locale, però, riferisce che all'inizio della pandemia il difensore era in forza ai New York Jets, quindi con ogni probabilità ha ricevuto il vaccino, visto che il Club impose il vaccino a tutti i suoi tesserati per poter continuare a giocare.  

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