Da Wuhan a Madrid, i successi
del napoletano Giovanni Repetti

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Diego Scarpitti
Giovanni Repetti (a sinistra)

Esordio e bronzo. «Meglio di così non si poteva immaginare». Esterna tutta la sua felicità il napoletano Giovanni Repetti. Alla prima presenza in Coppa del Mondo è andato subito a podio. Urlo liberatorio, pugno sinistro chiuso, e poi un largo sorriso e con le dita ad indicare il numero 3. «Debutto in squadra da incorniciare», racconta entusiasta lo sciabolatore classe 1988, protagonista in pedana a Madrid.

 

«È stata davvero una bella emozione esordire in Spagna, dove abbiamo tirato molto bene», ammette soddisfatto l’atleta dell’Esercito. «L’Italia veniva da due gare di Coppa del Mondo a squadre senza medaglia». Invertito il trend. «C’era quindi anche un po’ di pressione nel permettere all’Italscherma di tornare nel posto che merita». Combinazioni e incastri non sono mancati. «Abbiamo presentato una formazione inedita, visto il lungo infortunio di Enrico Berrè e quello sopraggiunto durante la gara individuale di Luigi Samele».

Convocazione via cavo. Squilla il telefono e il commissario tecnico Nicola Zanotti recluta Giovanni Repetti. «Ho saputo di esserci la settimana di Pasqua. La notizia mi ha fatto molto piacere ovviamente e mi ha reso ancor più determinato», ammette il caporal maggiore capo. «Abbiamo provato la squadra la settimana prima durante il ritiro di Cascia. È stata una bella sorpresa questa medaglia, perché siamo riusciti a fare subito squadra, nonostante il poco tempo e l’esordio di tutti noi tranne Luca». Riferimento al concittadino Curatoli e agli altri due componenti, ovvero il salernitano Michele Gallo (Carabinieri) e il livornese Pietro Torre (Fiamme Oro).

Prova energica ed esaltante. «Abbiamo affrontato compagini molto forti come gli Stati Uniti, l’Ungheria e la Germania. Con i magiari abbiamo perso la semifinale, tenendo però testa». Il terzetto made in Campania più uno si è superato con i teutonici. «Un capolavoro con la Germania, reduce da un argento e un bronzo nelle recenti apparizioni in Coppa del Mondo. E siamo riusciti a vincere e soprattutto a vincere bene», ribadisce fiero il ragazzo di Fuorigrotta.

«Ringrazio il Centro Sportivo dell’Esercito che mi dà la possibilità di allenarmi come un professionista», rivendica orgoglioso il campione partenopeo, già proiettato al prossimo impegno internazionale. «Ancora un’altra tappa di Coppa del Mondo, che si terrà a Padova tra due settimane». La sua ultima medaglia con i colori della Nazionale risale ai Giochi mondiali militari nel 2019 a Wuhan, epicentro della pandemia. Nella stessa rassegna in Corea del Sud mise al collo l’oro nel 2015. Il suo trionfo verrà riconosciuto appena possibile da Palazzo San Giacomo, dove sarà premiato insieme a Luca Curatoli dall’assessore allo sport e alle pari opportunità Emanuela Ferrante.

 

 

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