Sinner da favola, eliminato Tsitsipas:
​esordio in scioltezza per Berrettini

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Gianluca Cordella
Sinner fa l'impresa: eliminato Tsitsipas. Grand'Italia: avanti anche Berrettini e Travaglia
Lo scorso anno era l'oggetto misterioso da scoprire, quest'anno è già l'idolo che manda in delirio i tifosi (da casa, ovviamente) degli Internazionali Bnl d'Italia. Jannik Sinner firma l'impresa di giornata ed elimina il greco Stefanos Tsitsipas, numero 6 del mondo, superandolo 6-1 6-7 (9) 6-2. Punteggio che avrebbe potuto essere anche più severo se Sinner non avesse avuto un passaggio a vuoto nella fase centrale del secondo set, quando si trovava avanti 5-2. O se avesse trasformato uno dei due match point avuti nel tie break. La crescita di Jannik è tangibile: il greco, vincitore delle ultime Atp Finals, era proprio il giocatore che lo scorso anno lo eliminò al secondo turno, con un perentorio 6-3 6-2. A un anno e qualche mese di distanza, l'altoatesino si prende una rivincita che è l'ennesima prova del suo percorso da predestinato. «E' un talento da top ten», ci disse lo scorso anno il suo mentore Riccardo Piatti. Adesso iniziano a crederci un po' tutti. Peccato solo che un'impresa di questa tipo non abbia avuto il tributo dei tifosi che avrebbe meritato. Nel prossimo turno l'altoatesino se la vedrà con il bulgaro Grigor Dimitrov che ha travolto 6-1 6-0 il giapponese Nishioka.

«Lui era alla sua prima partita sulla terra e sapevo che avrebbe fatto fatica - ha detto Sinner a caldo - Sul 5-2 e 5-3, quando stavo servendo per il match, ho messo qualche seconda e lui ha messo buone risposte. Poi sono stato bravo a non crollare sul 6-5. Poi nel tie-break c'era tensione e abbiamo sbagliato tutti e due. Ma nel terzo set sono stato molto forte mentalmente. Sono contento: mi sento molto migliorato rispetto a un anno fa».

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BERRETTINI OK
Ci mette un po' a carburare, ma poi porta a casa la partita senza troppe difficoltà. Matteo Berrettini rompe il ghiaccio con gli Internazionali Bnl d'Italia 2020 con un successo ai danni di Federico Coria, fratello di quel Guillermo che nel 2005 diede battaglia in finale a Rafa Nadal per quasi cinque ore. Coria jr, numero 104 della classifica Atp passato dalle qualificazioni e autore dell'eliminazione di Struff al primo turno, mette in campo la garra argentina ma alla fine la potenza dei colpi del romano ha la meglio. Matteo, che da numero 8 del mondo si ritrova quarta testa di serie del 1000 capitolino, si impone 7-5 6-1 con soltanto un piccolo passaggio a vuoto quando sul 5-3 30-30 e servizio, commette due doppi falli di fila, regalando il controbreak a Coria che poi rimonta fino al 5-5. Da segnalare la correttezza dell'argentino: mentre era al servizio per portare il primo set al tie break, corregge un giudice di linea che aveva chiamato fuori una palla di Berrettini. La correttezza dell'avversario aiuta Matteo a costruire il break decisivo, che vale il set. Il secondo parziale non ha storia: Matteo strappa subito il servizio, va 3-0 e non si gira più fino al 6-1 finale.

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«Sono abbastanza soddisfatto - le parole a caldo di Matteo - Dopo il primo set sono riuscito ad alzare il livello del mio tennis e le cose sono andate decisamente meglio. Ho preso fiducia, la palla ha iniziato a viaggiare come volevo ed è andato tutto bene». Una curiosità: nelle tribune deserte del Centrale, verso la fine del primo set, si è affacciato Lorenzo Musetti, che dopo l'exploit di ieri sera contro Stan Wawrinka, si è fermato a fare il tifo per Berrettini.   
 
 

Al prossimo turno l'azzurro attende, un po' a sorpresa, il connazionale Stefano Travaglia, che ha firmato, finora, l'impresa del giorno. Il tennista marchigiano, numero 84 del mondo, sulla terra del Grand Stand ha sbarrato la strada a Borna Coric, numero 26 della classifica mondiale. L'azzurro si è imposto 7-6 7-5 ed è stato bravo a gestire alcuni passaggi a vuoto che avrebbero potuto scoraggiarlo. Come quando nel primo set ha servito sul 5-4 40-0 e si è visto annullare tre set point o come nel secondo set quando Coric è scappato sul 4-2 prima della reazione di Travaglia. 

Niente da fare invece per Salvatore Caruso. Che doveva provare a scalare la montagna più impegnativa, Novak Djokovic, il numero uno del mondo. Il serbo, che lo aveva battuto nell'unico precedente, al Roland Garros 2019, non ha lasciato spazio all'imprevedibilità del tennis e in un'ora e 24 minuti ha confezionato il 6-3 6-2 che rimanda a casa il 27enne palermitano, comunque al centro di una stagione più che positiva e che, dalla prossima settimana, lo vedrà scalare ancora la classifica mondiale, con il suo nuovo best ranking intorno alle 83esima posizione.  

I risultati di oggi: Berrettini (Ita, 4) b. Coria (Arg) 7-5 6-1, Cilic (Cro) b. Goffin (Bel, 6) 6-2 6-2, Djokovic (Ser, 1) b. Caruso (Ita) 6-3 6-2, Sinner (Ita) b. Tsitsipas (Gre, 3) 6-1 6-7 (9) 6-2


La difesa di Novak Djokovic sul Centrale durante il match contro Salvatore Caruso

Si ferma la rinascita di Marco Cecchinato, che comunque saluta dopo un torneo più che positivo. Il siciliano si è arreso al serbo Filip Krajinovic, che ieri aveva eliminato il talento canadese Felix Auger-Aliassime, per 6-4 6-1. Sarà lui a sfiudare Djokovic al prossimo turno.

Se qualcuno aveva dubbi sulla tenuta fisica di Rafa Nadal, infine, faccia un colpo di telefono a Pablo Carreno Busta. Che nei cinque precedenti con il maiorchino, tutti persi, l'aveva vista poco e che ha confermato il trend nonostante arrivasse a Roma da fresco semifinalista agli Us Open. E' finita 6-1 6-1 in un'ora e un quarto. La sfida distanza tra i due migliori giocatori del mondo è partita.     Ultimo aggiornamento: 23:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA