​Fase 2, ippica ferma e invisibile: proteste in piazza Plebiscito

Giovedì 21 Maggio 2020 di Gaetano Borrelli
Pierluigi D'Angelo illustra ai manifestanti l'incontro in Prefettura
Un sit-in per la ripresa delle corse dei cavalli si è svolto in molte piazze italiane, sedi di Prefetture. Da Milano, a Napoli, Pisa, Firenze, Sassari (domani tocca a Roma), gli operatori del settore hanno manifestato il proprio disagio. Il mondo dell'ippica è allo stremo. Le corse sono ancora ferme, nonostante gli ippodromi non hanno mai chiuso i battenti: i cavalli ospitati negli impianti, anche in pieno Coronavirus, sono stati ovviamente accuditi e allenati. L'ippica è finita in un cortocircuito burocratico dal quale sembra difficile uscire. Anche se in teoria tutti gli enti interessati non sono contrari alla ripresa dell'attività tanto che il ministro Bellanova ha scritto al presidente del Consiglio Conte e il Mipaaf ha emanato un protocollo per la ripresa delle corse da limare con le autorità sanitarie locali.

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Alla manifestazione al Plebiscito hanno aderito molti proprietari e numerosi driver tra i quali Giuseppe Pietro Maisto, Mario Minopoli, Vincenzo Luongo, Vincenzo D'Alessandro, Raffaele Palomba, Marcello Vecchione. Una delegazione composta da Antonio Somma (animatore e fondatore del Comitato di crisi ippica Covid 19); Pierluigi D'Angelo, presidente di Agnano; e Giuseppe Pietro Maisto è stata ricevuta da un dirigente prefettizio. Al termine dell'incontro Pierluigi D'Angelo (foto) ha spiegato che il protocollo sanitario è molto complesso, prevede dei gravosi esborsi, ma che la società di gestione affronterà tutti gli adempimenti pur di riprendere le corse. Antonio Somma ha rimarcato la responsibilità del governo che ha reso l'ippica “invisibile” anche nell'ultimo DCPM. “Il settore ha bisogno di conoscere urgentemente la data di ripartenza. Se non si avranno risposte  organizzeremo altre forme di protesta più rumorose”.

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