ISL, Luca Curatoli tifoso d'eccezione
per la Pellegrini alla Scandone

Lunedì 13 Settembre 2021 di Diego Scarpitti
Federica Pellegrini e Luca Curatoli

Difficile poter uscire dalla Scandone dopo il match numero 6 e non imbattersi nella marea umana di ragazzini, pazientemente in attesa di ricevere il tanto desiderato autografo di Federica Pellegrini, intenta a farsi fotografare con i suoi numerosi fans, accorsi in massa per seguire le imprese della Divina. Alle sue spalle il fido Matteo Giunta a vigilare, al solito discreto e guardingo, come le solerti Forze dell'Ordine, pronte ad intervenire, qualora ce ne fosse bisogno.

«Finale bellissimo. E’ andato tutto benissimo. Sto perdendo la voce, sono super contenta», racconta Federica, dopo una serata esaltante. International Swimming League un altro modo di intendere il nuoto. «L’ho messo in conto: questa sarà la mia vita fino al termine dell’anno», precisa la stella del firmamento clorato. «E’ un tipo di nuoto completamente diverso da quello che siamo abituati a vedere». E poi lancia un accorato appello. «Venite a sostenerci, perché è incredibile l’atmosfera che si respira in vasca. Mi piace molto questo tipo di gara», ammette la leggenda azzurra.

Vera battaglia a Fuorigrotta tra London Roar, Tokyo Frog Kings, Cali Condors e gli Aqua Centurions. Doppietta nei 50 metri farfalla firmata dall'australiana Holly Barratt e dalla pugliese Elena Di Liddo. Scattano in piedi i Centurioni, che risalgono la china grazie anche a Szebasztian Szabo nella stessa specialità. Per soli 20 centesimi Federica chiude al secondo posto nei 200 metri stile libero (1’54”37) alle spalle della statunitense Erika Brown.

Salta Federica, sostiene i componenti della sua squadra, si fa sentire, li incita in maniera plateale. Si sgola davvero per la skin race 50 metri sl maschile. Tifo incandescente da stadio, Pellegrini in versione capo ultrà. Avvincente il duello tra il giapponese Katsumi Nakamura (in corsia 4) e il torinese Alessandro Miressi (in corsia 5). Prevarrà il nipponico ma è festa grande per il nuotatore italiano.

«Federica è una grandissima fonte di ispirazione, una campionessa senza pari, una grandissima guerriera: è solo un bene per il nostro sport», dichiara Luca Curatoli, precipitatosi nel tempio clorato, per non perdersi lo spettacolo della Isl. Mostra con fierezza la medaglia d’argento conquistata alle Olimpiadi di Tokyo nella sciabola e ritorna in un luogo amico. «Alla Scandone ci allenavamo nella palestra adibita ora a sala stampa. L’impianto di Fuorigrotta è cambiato molto. Effetto Universiadi 2019, alle quali non ho partecipato, perché di lì a pochi giorni avevo il Mondiale di Budapest, nel quale sono arrivato terzo. Resta un pizzico di rammarico per non aver gareggiato nella mia Napoli», ammette l’atleta delle Fiamme Oro, classe 1994, fiero di aver incontrato la Pellegrini.

Dalle pedane del Makuhari Messe Hall B all’ombra del Vesuvio. «Vedere e seguire un evento così bello, pieno di pubblico nella mia Napoli, è sempre fantastico. E’ la mia prima volta alla Isl, davvero bellissimo, organizzato benissimo. Sono rientrato da poco dalle vacanze dopo Tokyo, periodo intenso quanto complicato, nel quale si sono alternate gioie, emozione e qualche delusione», conclude Curatoli. E va bene così. Serata che ricorderà certamente con piacere.

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